Archive for category km 0
Delle provviste, della fine dell’Inverno e della Quaresima
Da qualche anno a questa parte, senza davvero decidere e preventivare ma con un’abitudine che sta diventando costante man mano che passa il tempo, una di quelle fisse che mi prendono ogni tanto e pure cerco di trovarci un perché, in questo periodo riduco all’osso gli acquisti alimentari e cerco di esaurire le scorte presenti in casa. Svuoto freezer e dispensa e sperimento con quello che ho invece di acquistare gli ingredienti specifici per una ricetta; preparo frolle mescolando resti di farine diverse e invento condimenti per i formati di pasta meno usati rimasti in fondo alla dispensa. Il piatto forte di questo momento sono anche le zuppe di legumi e cereali misti, con abbondante rosmarino e una carota intera cotta dentro a insaporire.
Il primo anno che ho cominciato a prendere settimanalmente la cassetta di frutta e verdure del GAS, da perfetta cittadina mi sono stupita quando a metà Febbraio hanno annunciato che le verdure erano praticamente finite e la consegna sarebbe stata sospesa fino a Primavera inoltrata. Giustamente questo è il periodo che il terreno cova i suoi semi in attesa del rigoglio della nuova stagione e i frutti e le piante che comunque continuano ad arrivare alla nostra tavola vengono da lontano o da qualche serra. Avevo già preso a congelare parte delle verdure che trovavo settimanalmente perché eravamo un po’ stanchi di cavoli e zucche, e siamo andati avanti alternando con verdure fresche comprate al reparto bio del supermercato per almeno un mesetto.
L’anno dopo aumentai le dimensioni della cassetta e cominciai a mettere via una parte delle verdure già preparate e cotte via via che arrivavano. Avevamo anche il problema del freezer che doveva essere sbrinato regolarmente e una volta esaurito il raccolto invernale abbiamo consumato tutto quello che avevo porzionato nei mesi precedenti, fino a svuotare tutto. Lo stesso ho cominciato a fare con la dispensa, i legumi secchi, le farine, e le conserve. Mi pareva di seguire così un ritmo simile a quello di tempi in cui la ciclicità della terra condizionava molto l’afflusso di vettovaglie e ho continuato di anno in anno. In questi 2 mesi spendiamo di meno per la spesa, perché si consuma per buona parte quanto è presente in casa: non so se questo poi si concretizza in un risparmio finale, visto che comunque quel cibo lo avevamo già acquistato anche se a un prezzo conveniente ma sicuramente questo periodo aiuta nell’ottica di non sprecare e di fare pulizia in modo da non lasciar nulla deperire. E’ come un preparare la cucina all’abbondanza della primavera, facendola trovare vuota e in attesa, e stimola la creatività e gli esperimenti. Insomma, mi diverto a farlo. A conti fatti si tratta di giocare con dei limiti autoimposti. E’ come prendersi una vacanza dalla cucina classica, un po’ perché molte pietanze vanno solo scongelate, un po’ perché spesso non c’è la materia per riprodurre le ricette in modo classico. Inoltre fa spazio e risponde ad un mio ciclico impulso di pulizia e organizzazione e riduce gli acquisti proveniente da luoghi lontani. Non è che non si fa la spesa, che non si comprano prodotti freschi, ma questa viene ridotta al minimo ad integrazione di quello che abbiamo. E dato che le tradizioni religiose non venivano decise a caso, questo periodo di scarsità e di preparazione al nuovo corrisponde quasi sempre con la quaresima, e laicamente parlando ne riprende l’analogia con il ciclo della natura. Un fioretto di spendere meno e valorizzare ciò che già si ha.
E’ una piccola sfida e vale in quanto tale, non la propongo come modello ma alla fine di anno in anno la ripeto. Vorrei estenderla a qualcos’altro quest’anno, perché fare spazio e ridurre entro un periodo limitato è un gioco che mi fa sentire più leggera. Ci penserò.
Serendipità e sedanorapità (vellutata di sedanorapa)
Posted by Lisa in blogs I know, gratificazioni del palato, km 0 on February 25, 2011
Mi rendo conto. Il titolo. Ci sono blog che hanno chiuso per molto meno. Ma sono qui che mi destreggio acrobaticamente tra impegni di lavoro e lavatrici da stendere e questa vellutata è da segnare da una vita, il blog langue, e poi illustra uno dei lati belli del web. Il che non scusa il titolo ma lo spiega. Sicuramente c’è una spiegazione sociologica ma mi capita di continuo di trovare in qualche blog quello che mi serve ma non so di star cercando. Come è successo quando, tra le ultime cassette del GAS (ora siamo in pausa in attesa della primavera, peccato), mi si è presentata davanti una verdura assai brutta e assai strana, una di quelle che le vedi e ti chiedi “Ma ci hanno mai presentato, a noi?”, insomma, un’illustre sconosciuta. Scopro poi che trattasi di sedanorapa, e già il nome preoccupa, perché io non ho mai incontrato una ricetta che preveda insieme sedani e rape, tantomeno sedanirapa (o sedanirape? o sedanorape?). Lo adagio con cautela in frigo, in attesa di decidere la sua sorte, e intanto cucino un più classico cavolo verza. Ma rileggendo un po’ di blog in arretrato, chi non mi tira fuori il sedano rapa se non addirittura la cucina di calycanthus? Insomma, mica gli ultimi arrivati. Prendo nota, mi ispiro, riduco e modifico con quanto ho in casa: per la mia versione molto casalinga niente gorgonzola ma scaglie di parmigiano. Ed è stata una scoperta davvero entusiasmante, perché questo tubero bitorzoluto è delizioso, un cibo prelibato, e questa vellutata è un vero piatto esotico a km 0.
Vellutata di sedanorapa
Ingredienti (per due persone):
1 sedano rapa, 1 grossa patata, 1 spicchio di aglio “vestito”, mezzo bicchiere di latte, sale, pepe, scaglie di parmigiano e crostini.
Preparazione:
Tagliare velocemente a pezzettini il sedano rapa e la patata. Nel mentre, soffriggere l’aglio in qualche cucchiaio d’olio, levarlo dal fuoco, versare le verdure e insaporire mescolando finché i tuberi non cominciano ad ammorbidirsi. Aggiungere poca acqua o brodo (io ne scaldo 3 dita in un pentolino vicino), coprire. Se i pezzi sono sufficientemente piccoli dovrebbero bastare una decina di minuti dalla ripresa del bollore. Non so le proprietà del sedano rapa, ma in genere non cuocere troppo a lungo le verdure è meglio, quindi pezzi piccolini e non stracuocere. Aggiungere il latte, frullare, rimettere un attimo sul fuoco ad addensare. Sale e pepe e servire con scaglie di parmigiano e crostini.
No, la foto non la metto. Non l’ho fatta e visto che cito il Calycanthus con quelle foto spettacolari, mi vergognerei pure tanto. Ma la vellutata è davvero buona quindi per quella mi arrischio, non fosse altro per il racconto della bella scoperta fatta.
Vivere nel lusso
Posted by Lisa in km 0, un aiuto tecnologico, vivere nel lusso on February 18, 2010
Credo che vivere nel lusso sia una questione di prospettiva. Ritengo ad esempio di avere una vita piena di esperienze appaganti, di cibo gustoso e raffinato, di eleganza e di oggetti di valore, in due parole una vita piú lussuosa, adesso piú di qualche anno fa, mentre in realtá calcolando le nostre entrate ed uscite la nostra qualitá di vita dovrebbe essere inferiore a quella di allora.
Non voglio prendere in giro nessuno: per vivere nel lusso, in quello che io ritengo lusso, bisogna perdere tempo. Bisogna anche sporcarsi un po’ le mani e occuparsi degli altri. Bisogna cambiare mentalità. Ma è un lusso davvero alla portata di molti. E che dipende da pochi oculati investimenti.
Il trucco sta nel valore che dai alle cose, e nei mezzi che usi per procurartele. Io ormai non ritengo più lussuoso passare l’inverno a mangiare ananas e fragole che si sono metaforicamente impolverate di chilometri di strada, sono appesantite dal viaggio e dall’inquinamento. Il mio lusso sono le piccole perine locali, dolci a Febbraio, o il centrifugato saporoso delle mele biologiche ammaccate e bacatelle che mi procuro grazie al mio gruppo di acquisto.
Quando verso il succo denso nel bicchiere di vetro, e perdo tempo ad assaporare il mio 100% di frutta, i cui soli scarti sono giá tutti nel cestino dei rifiuti biologici, il cui contenuto di vitamine nessun succo in brick, tagliato di acqua e zucchero, puó uguagliare, mi sento un’aristocratica alla ricerca degli ultimi piaceri rimasti in questo mondo decaduto. E per questo momento supremo ho solo dovuto procurarmi una centrifuga, e avere avuto voglia di usarla.


