Archive for category riuso
Salviette struccanti lavabili
Posted by Lisa in il downshifting ti fa bella, riuso on September 13, 2011
C’è un karma contenuto nell’aver imposto ai tuoi figli i pannolini lavabili fino allo spannolinamento e consiste nel fatto che, fossanche solo per una questione di immagine, poi ti tocca ripensare a tutto quello che usi nel quotidiano e getti inesorabilmente nella spazzatura appena utilizzato. Tipo i dischetti di cotone, tipo gli assorbenti, tipo i tovaglioli di carta, tipo la carta da cucina. E senti una vocina, una vocina molto simile a quelle che hanno commentato compassionevolmente la tua scelta dei pannolini lavabili (“Ma poi stanno a contatto con la pipì? Ma come fai ad igienizzarli? Ma li tieni sporchi finché non li lavi? Ma sottrai tempo ai tuoi figli per fare lavatrici?”) che aggiunge “Tanto parlare di riduzione quando si tratta degli altri e poi…”
A causa di questo karma ho cominciato ad usare la mooncup e prima o poi ci farò un post perché davvero cambia la vita, a causa di questo karma ho comprato un set di 12 di tovaglioli in cotone lucido blu scuro, così non si vedono le macchie che a volte rimangono anche dopo il lavaggio, che usiamo per apparecchiare con tutte le nostre tovaglie (che sono in fantasia sul blu, notate la finezza), a causa di questo karma infilo nella borsa e doto i bambini di eleganti fazzoletti di tessuto per il naso, a causa di questo karma ho “gli strofinacci da pulizia” che mi sostituiscono la carta casa per la maggior parte degli usi.
E a causa di questo karma un paio di anni fa ho ritagliato alcuni inserti di pure cotone bio dei pannolini dei miei bambini, visto che ora non ne hanno più bisogno, e li uso per struccarmi la sera. Perché qui non amiamo la vita semplice al punto di uscire in tutta semplicità e l’acqua e sapone sul viso la sera non va poi così bene. So che ci sono dischetti struccanti lavabili più morbidi e carini dei miei, e chi vuole dotarsene non ha che da fare una rapida ricerca su internet, ma ormai ho questi e me li uso. Non voglio prendermi il merito dell’autoproduzione, li ho fatti rifinire a mia mamma che ama fare i piccoli lavoretti di cucito la sera di fronte alla tv, ma non credo ci sia niente di sbagliato nel comprarli.Vanno in qualunque lavatrice di biancheria, senza neanche aggiungere volume, è veramente una differenza minima nella routine e la vocina si è chetata e non mi disturba più durante lo strucco serale. E devo dire che nel cestino di rattan sono più carini da vedere del tubo di dischetti di cotone.
Sacchi di Natale
Posted by Lisa in lavoretti, Natale, riuso, vivere nel lusso on December 24, 2010
Ecco qui l’ultimo post prenatalizio. Avrei voluto scrivere tante altre piccole cose che abbiamo pensato, ma proprio nell’ottica di essere più Natale che fare Natale me la sono presa comoda. Mentre riposa la pasta per i tortelloni e mi riprometto di imparare a fare il pandoro in casa ecco quello che ho cucito ieri in 5 minuti liberi. L’idea mi è venuta da un blog americano che adesso non ritrovo: confezionare dei sacchi di Natale per impacchettare i regali invece di incartarli. Certo, l’idea di usare il tessuto invece della carta non è certo originale, i giapponesi poi lo fanno da secoli. Ma può diventare costosa e poco pratica e non è detto che lo scampolo venga effettivamente usato dal destinatario. La vera genialata che mi ha folgorato è l’idea di creare dei sacchi di tessuto per i regali della famiglia, da riutilizzare ogni anno. Avevo vari scampoli verdi, ci ho fatto due cuciture, lasciato i margini vivi che ad abbellirli ci penserò gli anni prossimi ed ecco un primo set dei nostri sacchi natalizi di famiglia. Oltretutto confezionare i regali così è velocissimo (e così vi faccio vedere anche un pezzo di albero decorato a calzini).
Che il vostro Natale sia un lusso del cuore!
Bento
Posted by Lisa in gratificazioni del palato, riciclo, riuso on May 17, 2010
Un fondo di tonno, mezzo pomodoro, 3 cucchiai di zucchine, un wurstel, due pezzi di bastoncini di pesce e del riso bianco sul fuoco. Certo, si possono eliminare il wurstel e il bastoncino di pesce, raffreddare il riso, aggiungere un po’ di formaggio e farne la classica insalata di riso per un pranzo smaltisci-avanzi ed economizza-risorse il giorno dopo in ufficio. Oppure ci si può far ispirare dai bellissimi bento giapponesi, comporre con il riso e le zucchine dei geometrici onigiri passati velocemente in qualche erba aromatica, con o senza alga nori intorno, accostare gli elementi per colori, dosare gli ingredienti in modo da non farsi mancare tutti i nutrienti, in poco spazio. Non è necessario secondo me copiare di pari pari gusti e materie prime, e neanche dedicarci il tempo e la cura che la brava massaia del sol levante ritiene di mettere in questi piccoli capolavori estetico-culinari, ma farsi ispirare dall’idea che il microavanzo non è per forza triste ma che può invece aiutare la varietà di colori, sapori e sostanze nutritive, in accostamento invece che in mescolanza. Niente contro la classica insalata di pasta o il panino stracchino e prosciutto, ma provare un nuovo punto di vista anche nel pranzo alla scrivania può rallegrare la giornata. Oltretutto il bento va guardato prima di essere consumato, e questo aiuta a dedicare alla in genere breve pausa pranzo un pochino più di attenzione. L’ideale sarebbe per me poterla trascorrere anche in compagnia ma di questi tempi non sempre ci si può permettere di mangiare fuori e qui non c’è un posto per consumare il pasto insieme, quindi ci adeguiamo. E poi, volete mettere come fa snob portarsi dietro un bento invece della schiscetta?

