Del viaggiare tra la gente, del viaggiare con i bimbi, del viaggiare del cuore

Mica facile l’argomento. Perché viaggiare è bello, arricchisce, ti aiuta a staccare la spina, a ricaricarti, ad aprirti la mente. Ma non sarebbe certo sostenibile se tutti andassimo in giro per continenti per il piacere di vedere. E poi, se proprio ad ogni piccola pausa del lavoro devi allontanarti da casa tua per ricaricarti, forse qualcosa che non va in casa tua ci deve essere. E i bimbi piccoli, davvero si divertiranno, davvero servirà alla loro formazione o semplicemente saranno pacchi a seguito di adulti che “consumano” altre esperienze, sempre nuove e diverse dalle precedenti, perché ci hanno detto che cosí si vive e ci si diverte?

Non ho una risposta, non ho neanche un modello da seguire, certo che quando dopo la cena servita dalla hostess sul boing 747 che andava a Montreal ho ammirato il cumulo di rifiuti usa e getta sul mio vassoio e quello dei miei famigliari mi sono detta che con quel viaggio stavo compensando tutto quello che avevo potuto risparmiare di ecoimpronta negli ultimi mesi.

Ma penso ne sia valsa la pena. Forse se facessimo tutti telelavoro e videoconferenze invece di viaggiare in business class con la valigetta in mano, girare per riabbracciare le persone avrebbe più senso e spazio.

Andavamo a trovare la sorella di mio marito, che vive là con il suo, di marito, da qualche anno. Era quindi un viaggio del cuore, degli affetti, anche se fosse stato solo di piacere sarebbe stato importante, ma così è un momento prezioso.

Io ho quasi sempre viaggiato per affetto, perché mia mamma è francese, noi vivevamo in Sardegna, avevo parenti sparsi in varie parti della Francia e alcune conoscenze in Inghilterra. Mia madrina viveva in Austria, poi in Provenza, io ho studiato a Bologna e lí mi sono fatta amici che poi si sono sparsi in giro per Italia ed Europa, mi sono fidanzata e poi ho sposato un napoletano (di Napoli, come specificano loro).

Prendere navi, treni e aerei per andare a trovare chi mi era caro era normale. Passare le vacanze vicino a Parigi, dove abitava mia nonna, o a Honfleur, dove abitava mio nonno, in un vecchio, enorme mulino ristrutturato (adesso trasformato in hotel di charme), con un ruscelletto davanti, una città da cartolina a fianco, e il resto del tempo al mare in Sardegna non era fare vita da ricchi, era fare vita di famiglia. E io me ne sono accorta solo da grande, di quanto sono stata fortunata. Poi ho continuato a viaggiare, perché il fatto di nascere con origini così confuse mi ha lasciato il gusto di vedere gente diversa, gustare cibi diversi, ammirare architetture diverse. Ma la mia cultura del viaggio nasce così, e così sta ritornando ad essere, grazie ai miei figli.

Perché certo quando viaggi con due bimbi di 2 e 4 anni non ti puoi permettere di passare le giornate nei musei, di scarpinare tutto il giorno con una guida in mano, di macinare chilometri esperienze fotografie per accumulare, accumulare, in un’altra forma di consumo compulsivo. E quindi si va a Montreal per stare con gli amati zii, per conoscere i loro amici canadesi, serbi, argentini, francesi, italiani, per fare con loro la fila da Swartz a mangiare la carne affumicata e portarsi la poutine a casa per cena, e in ogni quartiere la meta ambita è uno dei bellissimi parchi attrezzati di giochi per bambini, in cui i tuoi figli giocano accanto a bimbi ebrei ortodossi con i riccioli ai lati del viso che non notano neanche. Si va al circo e al giardino botanico, un luogo paradisiaco, e lì si snobbano i padiglioni con le splendide mostra di calligrafia cinese e stampe giapponesi per passare ore a guardare carpe rosse e dorate come quelle di Sampei. E si torna che non hai visto un quarto delle cose che volevi vedere, ma va bene comunque.

Certo, non tutti hanno la cognata che vive a Montreal e ti ospita con calore. Ma a volte basta rimanere in contatto con i vecchi amici e aprire prima di tutto la propria, di casa, per viaggiare con il cuore, un lusso davvero esclusivo.

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  1. #1 by Manuela on June 17, 2010 - 9:39 am

    e ma io non ne sapevo mica nulla dell’esistenza di questo blog.E’ un post molto bello..Viaggiare con il cuore..un lusso davvero esclusivo..continuerà a risuonarmi in testa per un bel po’ questa frase

  2. #2 by Lisa on June 20, 2010 - 6:50 pm

    E’ un blog sperimentale per vedere il lato positivo in un momento un po’ difficilotto. Non so quanto durerà, pensavo poco e invece mi sto divertendo.🙂

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