Levare le tende

L’inverno scorso la luce del sole mi è mancata molto. La primavera sembrava non arrivare mai e ogni pezzo di cielo azzurro sembrava un miraggio lontano. Appena tornati a Bologna dalla lunga permanenza in Sardegna siamo stati accolti da una paio di giorni uggiosi e piovosi, come a dire che l’estate era finita e bisognava prepararsi all’autunno. Autunno che io adoro ma quel buio improvviso in casa era un po’ deprimente e dato che in quei giorni buone notizie non ne arrivavano molte, almeno sulla luce bisognava lavorare. Partendo magari, ma non solo, dal pulire i vetri e lavare le tende di tutta la casa, che comunque aiuta.

Per fare questo si comincia con il togliere le tende. E togliere le tende può essere rivelatore. In casa mia la vista dalle finestre, che sono per fortuna piuttosto grandi, non è malvagia. Ci sono dei palazzi ma c’è anche il parco e il fiume lontano e dei tramonti piuttosto decenti. Tranne che dal soggiorno o, come leggo adesso, dal living, che come dice il nome è lo spazio in cui normalmente si soggiorna e si vive: è esposto ad est e la maggior parte della vista dalla finestra del soggiorno è occupata dal muro del palazzo di fronte. La luce arriva, specie in tarda mattina il sole entra a fiotti, il pomeriggio invece quella stanza diventa buia e meno allegra. Certo, levare le tende, in senso letterale, potrebbe aiutare. Ma c’è quel muro, non cielo, non alberi. Delle finestre dei vicini non mi preoccupo ma è meglio guardare una tenda di un muro. O no?

Ieri me lo sono guardato per bene quel muro. E ho deciso che se uno proprio deve avere un muro di fronte casa, quello che ho io non è affatto male. È in pietravista, color cotto, tipicamente bolognese. Piuttosto nuovo, e la geometria dei suoi mattoni ripete in un certo senso come un frattale quella della finestra e dei suoi riquadri. Povero muro bistrattato! Solo perché era un muro l’ho nascosto, l’ho sommerso dietro ai miei pregiudizi, in dieci anni non l’ho neanche guardato con attenzione. E non ho fatto nulla per cercare di apprezzarlo in qualche modo. Perché il suo problema forse stava nell’uniformità che dava al mio paesaggio, che io avrei preferito vario e naturale. Ma un muro è legato all’umanità, alla costruzione, all ingegno umano. Ci protegge, ci difende. Con altri tre e un tetto fa una casa. Un muro può essere una splendida vista.

Ci voleva però qualcosa per valorizzarlo. Un tocco di colore, di naturale, di frou frou, in quella linearità. Qualcosa però che si abbinasse bene, non servisse a nascondere, ma ad esaltare.

Non avevo mai messo fiori sul davanzale perché, appunto, c’era la tenda che mi avrebbe impedito di vederli per la maggior parte del tempo. Bene, avevo un muro da abbinare, era tempo di shopping! Sono partita alla ricerca di qualcosa di arancione, che mi pareva l’ideale per rialzare il tono terroso dello sfondo ma mi sono imbattuta in dei vasetti di ciclamini (color ciclamino!) in offerta, e dei crisantemi poco più scuri, li ho portati a casa e ho apprezzato molto come risaltavano, che ne pensate?

 

E i raggi che questa mattina entravano dalla finestra mi hanno fatto sorridere ai miei nuovi fiorellini e al nuovo sfondo delle mie giornate, il Muro.

  1. #1 by kriegio on September 14, 2010 - 4:43 pm

    Bellissima idea. Anch’io adoro le piantine fiorite, ma ho il pollice nero… spero di riuscire a farlo diventare “verde”.

  2. #2 by Lisa on September 15, 2010 - 9:19 am

    Lasciamo stare il pollice nero. Ciclamini e sole diretto non vanno affatto d’accordo, lo sto sperimentando a mie spese. Adesso devo trovare dei fiori color ciclamino che siano felici al sole. Che fatica rifare il look alle finestre!

  3. #3 by kosenrufu mama on September 20, 2010 - 7:06 pm

    io adoro la luce che entra da fuori, e soprattutto adoro le finestre fiorite!
    buona settimana

  4. #4 by Lisa on September 24, 2010 - 2:20 pm

    Grazie kosenrufu mama! Anche io, ma non me lo ricordavo!!😀

  1. Il piacere del rientro « Lo stretto indispensabile

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