Archive for October, 2010

Quasi un tarocco

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Fare shopping nel proprio armadio

Pochi giorni fa chiacchieravo con una mia collega che si lamentava della crisi, del brutto periodo, della mancanza di soldi, della difficoltà ad ottenere quanto le è dovuto e di tanti altri classici e routinari argomenti di conversazione di questo periodo. E concludeva “Sai qual’è la cosa peggiore? Che in passato, quando avevo di questi periodini, mi sfogavo facendo shopping, ora non me lo posso più permettere e rimango nella mia frustrazione, anzi, aumenta!”
Le ho risposto: “Sai che faccio io? Faccio shopping nel mio armadio. Ho comprato tante cose in passato, tante non me le ricordo e magari basta poco per farle sembrare diverse. Si, lo so, è un luogo comune, ma con me funziona. Tiro tutto fuori e rifaccio gli abbinamenti e così mi sfogo. Ma bisogna scavare a fondo, eh, non fermarsi al primo strato!”
La reincontro oggi e mi fa: “Sai che avevi ragione? Ho tirato fuori delle cose carinissime che non ho forse mai messo. Mio marito era allibito da quanta roba avessi inutilizzata. ”

E visto che con lei ha funzionato, vi racconto come faccio io: complice il cambio di stagione, è un esercizio divertente e a spesa nulla.

  • Tirare fuori tutto quanto posseduto, anche le cose messe via perché piccole/grandi, fuori moda, le cinture e i cappelli, magari con una sbirciata alla parte del marito/compagno/mamma/figlia o convivente di sorta. Mio marito ad esempio ha un esercito di camicie, troppe perché riesca a metterle tutte in una stagione, e dato che Dries Van Noten dice che quest’anno ci si veste così, chi sono io per oppormi? Per semplificarmi la vita ho persino abolito il diktat del più leggero sotto/ più pesante sopra, per cui su un maglioncino e con i jeans skinny provo a togliermi qualche anno. Questo per dire che le proporzioni cambiano e ci si può anche rivedere con qualcosa che si era messo via perché non più attuale.
  • Provare a ruota libera, come in un camerino di una boutique. Ci vuole uno specchio a figura intera, ma anche uno sgabello e lo specchio del bagno possono bastare. Comunque se non l’avete programmate di prendere quelle mattonelle a specchio da attaccare dietro la porta. Lo specchio a figura intera fa parte dello stretto indispensabile.
  • Riappendere i vestiti, possibilmente coordinati con i nuovi abbinamenti e promettere di indossare le cose più belle che si hanno per tutta la settimana successiva. Per me vuol dire comprare finalmente dei collant non smagliati e mettere le mie gonne, ma un paio di collant è un investimento affrontabile per una settimana da sfilata.
  • E se shopping deve essere, a questo punto shopping sia! Almeno non si comprerà la decima camicia blu o il sesto pantalone nero ma qualcosa che davvero serve a completare il guardaroba di stagione. Magari preso nei mercatini dell’usato, negli outlet, tra i prodotti equosolidali o quelli fatti a mano. O decidere di crearselo su misura, anche meglio.
  • Ultimo, a cui tengo particolarmente. Prendere qualcosa di caro, di carino, ma che proprio non mettete più, e regalatelo. Far circolare le cose amate sarà molto più gratificante che regalarle alla polvere o alle tarme e trovarle irrimediabilmente sciupate tra qualche anno.

Dite la verità, lo shopping compulsivo gratuito buonista vi mancava, eh?

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Rosa

Anche io ci sono. Qualcosa mi inventerò. E sarà rosa.

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Il cardigan sorbettoso – come costruirlo

Ho provato a mettere giù il pattern, con tanto di numero di maglie etc. ma farlo dopo un po’ di tempo dalla creazione, e senza i pochi appunti che avevo preso e non trovo più rischia di riempirlo di errori. Dato che di recente in una conversazione mi è stato chiesto come faccio a pensare i modelli e poi realizzarli, vi spiego com’è nato questo microcardigan. Da questi dati chiunque può ricostruire il pattern adattandolo al filato usato.

Prima di tutto ho fatto un campione del filato, alternando grana di riso e maglia rasata. Solo che l’ho fatto lungo, una trentina di centimetri, e corto, solo pochi giri, 2/3 centimetri in tutto. Mi interessava di vedere la resa del filato in larghezza mentre in lunghezza sapevo che con un top-down mi sarei aggiustata man mano. Da questo campione, prendendo le misure con un nastro e appuntandolo su una maglietta (accollata) che indossavo, ho deciso quanto doveva essere larga la scollatura scollatura quadrata che volevo realizzare. Dato che volevo aumentare in modo omogeneo per le maniche, ho tracciato mentalmente una linea a 45 gradi che partisse da sotto l’ascella e arrivasse al petto, dove ci sarebbe stato l’angolo della scollatura e ho fissato lì il filo con lo spillo. Per il dietro mi sono fatta aiutare. La prossima volta che uso questo procedimento mi fotografo, capisco che possa non essere chiarissimo con la sola descrizione. Ho staccato il filo, tenendo gli spilli infilati in esso per capire come andava suddivisa la scollatura, l’ho misurato e ho un po’ aggiustato le misure in modo da avere una divisione più pratica delle maglie. Ho aggiunto un paio di maglie sul davanti per la sovrapposizione dei bottoni e contato due maglie a ciascun angolo per fare il motivo tipo raglan (quindi 8 per gli scalfi + 4 per l’abbottonatura, ma ovviamente dipende dal filato). In realtà io cominciato a lavorare da subito, senza eseguire le coste, perché ho visto dalla mia esperienza che fare il bordo in un secondo momento è un’ottima tecnica per aggiustare le proporzioni su un modello in fieri. Comunque per semplificare le cose vi metto giù il modello con già lo scollo lavorato, poi sarà facile nel caso vogliate farlo in un secondo momento invertire le istruzioni.

Scalfi.

Prima di tutto premetto che si comincia da subito con gli aumenti per gli scalfi, procedendo così: lavorare le maglie secondo schema (diritto, grana di riso o coste 2/2) fino al marcapunto, poi togliere il marcapunto, aumentare prendendo la maglia di sotto e lavorandola a diritto, reinserire il marcapunto, lavorare a diritto la maglia su cui si è appena effettuato l’aumento, lavorare a diritto la maglia successiva, reinserire un marcapunto, aumentare a sinistra lavorando nella maglia di sotto quella appena lavorata, togliere il marcapunto.

Inizio del lavoro.

In pratica, per chi volesse ottenere lo stesso effetto, può prendere la misura totale della scollatura che vuole ottenere, aggiungere circa dodici maglie per gli scalfi e l’abbottonatura, montare le maglie e dividerle così: lavorare 3/20 delle maglie a coste 2/2 (più un paio per la sovrapposizione dei davanti), mettere un marcapunto, altre due maglie a diritto, mettere un marcapunto, 1/5 a coste, mettere un marcapunto, altre due maglie a diritto, mettere un marcapunto, 3/10 a coste, mettere un marcapunto, altre due maglie a diritto, mettere un marcapunto, 1/5 a grana di riso, mettere un marcapunto, altre due maglie a diritto, mettere un marcapunto, 3/20 delle maglie a coste(più un paio per la sovrapposizione dei davanti).

Proseguire sostituendo alla lavorazione a coste questa sequenza: diritto, aumenti per gli scalfi, grana di riso (manica), aumenti per gli scalfi, diritto, aumenti per gli scalfi, grana di riso, aumenti per gli scalfi, diritto.

Nel caso particolare del mio sorbetto questo è diventato: 32 maglie a diritto, mettere un marcapunto, altre 2 maglie a diritto, mettere un marcapunto, 40 a grana di riso, mettere un marcapunto, altre 2 maglie a diritto, mettere un marcapunto, 60 a diritto, mettere un marcapunto, altre due maglie a diritto, mettere un marcapunto, 40 a grana di riso, mettere un marcapunto, altre due maglie a diritto, mettere un marcapunto, 32 maglie a diritto.

Nel mentre, per gli occhielli, decidere il numero di bottoni e la distanza tra essi e intrecciare due o tre maglie, a seconda del filato e del formato del bottone ogni 3 centimetri di lavoro e riaumentarle al giro successivo. Sconsiglio di aumentare di molto la distanza dei bottoni perché in un cardigan così aderente si formerebbero enormi buchi sull’abbottonatura all’altezza del seno.

Busto.

Raggiunta la misura del giromanica e petto desiderata, mettere in attesa le maglie a grana di riso su due fili e proseguire unendo tutte le maglie a diritto e lavorare fino al punto vita, continuando ad aggiungere gli occhielli. Proseguire a coste 2/2 per un paio di centimetri e intrecciare tutte le maglie.

Maniche.

Riprendere le maglie delle maniche, una per volta, e al limite aggiungere una o due maglie sotto l’ascella puntando nella chiusura in tondo lavorata a diritto per avere più agio di movimento.  Lavorare a grana di riso fino alla lunghezza voluta e intrecciare tutto insieme.

Cucire i bottoni e indossare. È meraviglioso non avere nessuna cucitura finale da fare.

Et voilà, vi assicuro che è molto più difficile a dirsi che a farsi! Fatemi sapere se ci sono errori o avete difficoltà, provvederò subito a rimediare!

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