Prima domenica di avvento

Si avvicina Natale. Fuori nevica, noi stiamo per andare in cantina a prendere l’albero e sui blog creativi si affastellano immagini di decorazioni, regali fatti a mano, calendari, lavoretti. Da un lato tutto questo riempie il cuore di gioia, di sensazioni di affetto e di intimità, di idee e voglia di fare, da un altro ogni tanto mi chiedo se non sia un nuovo tipo di consumo, di tempo, di energie, di fotografie, per reazione allo shopping tradizionale, ma non diverso in qualità bulimica e dispendiosa. Comunque dare non è mai una cattiva idea, e fare qualcosa per gli altri, comunque, anche entrando in un negozio e pagandolo in denaro, non può essere del tutto sbagliato. Per cui mi accodo come ogni anno anche io nel fare i miei regaletti a mano, contenta che sia tornato in auge, che ne sia recepito il significato, e sperando che anche per l’ambiente significhi un guadagno, ma accompagnando questo atto buonista per la festa più buonista che ci sia da un desiderio. Vorrei un Natale semplice, sobrio, sobrio anche di immagini, di corse per chi fa la decorazione più bella e più originale, chi posta la foto più bella, chi ha davanti a casa il paesaggio più innevato. Vorrei un Natale per parlare a voce, un Natale in cui prima di aprire i regali si elencano quelli che già abbiamo, un Natale di profumi e di suoni, un Natale in cui non ci sia mai la sensazione che ci sia poco tempo e troppo da fare. Vorrei un Natale calmo e sereno e, concedetemelo, poi ognuno lo declinerà a modo suo, vorrei un Natale religioso, in cui si ricordino uno ad uno i significati tradizionali, un Natale di rituali, a partire dalla chiesa improvvisamente gremita solo in quel giorno dell’anno al sugo con ricetta che risale al ‘700 che la famiglia del Partenopeo ripropone ogni anno sulla tavola circondata da parenti vecchi e nuovi, dalle domeniche scandite dalle messe dell’Avvento al Tu scendi dalle stelle cantanto mentre si ricrea quel minuscolo nostro presepe familiare.

Un Natale che scandisca il tempo e l’inverno ma non rimanga l’unica festa con questo significato ma sia tappa di un viaggio lungo un anno, fatto di altre tappe e altri momenti e altri passi avanti. Ecco, questo desidero, perfettamente in tema, con buona pace dei miei lettori che ormai mi usano per zuccherare il latte la mattina.

Per questo motivo quest’anno mi sono ripromessa di non mettermi l’obiettivo di sfornare biscotti e marmellate aromatizzate allo zenzero a ripetizione, ma di godermi poche, piccole attività con la mia famiglia, di curare magari i pacchetti con un niente dentro, di lasciare da parte maglia e feltro ogni tanto per fare una telefonata in più, per scrivere una mail personale, per fermarmi a guardare e a cantare.

E dopo questo preambolo vi comunico che in realtà qualcosa di piccolo piccolo ho cominciato a farlo. Un pensierino per chi abbiamo incontrato nel nostro viaggio in Canada, due adorabili bimbe e altri amici che hanno riempito di complimenti i nostri figli, cosa che si sa non lascia mai indifferente una mamma; pensierini che dovevano essere piccoli e flessibili per essere infilati in una valigia già troppo piena. Ecco qua, sempre riciclando gli stessi vecchi maglioncini infeltriti per sbaglio, addirittura utilizzandone le parti meno utilizzabili come i bordi e le decorazioni, due mollettine e due dei diversi segnalibri che ho fatto per gli amici canadesi, a costo zero e dal risultato “rustico”, con il solo scopo di dire “Grazie.”.

, , , ,

  1. #1 by alez on December 2, 2010 - 2:21 pm

    Ancora una volta sono d’accordo con te, anch’io avevo percepito un vago senso di “consumismo” anche nel pur sempre lodevole mondo del fatto a mano…cosa che fortunatamente non ci impedisce di fare qualcosa a nostra volta……

  2. #2 by Lisa on December 4, 2010 - 4:45 pm

    Infatti, l’importante per me è non rovinarmi il periodo per la voglia di fare il Natale ancora più bello di quello che già è….

  3. #3 by Duni Sapienza on November 25, 2011 - 10:10 am

    Ciao, è la prima volta che mi fermo qui…Fra un mese è Natale ed ero alla ricerca di una “chiave” per poter vivere meglio questo momento che per me è sempre un pò ambivalente. Le tue riflessioni mi sono state d’aiuto. Grazie! Tornerò a trovarti.

    Duni

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: