Profumi su profumi

Io l’ho fatto per anni, nascondendomi quasi. L’avevo confidato ad un paio di amiche, che mi avevano guardato con orrore. Eppure non mi sembrava così terribile. Sarà che la mia memoria olfattiva è di tanto minore di quella uditiva e quando da adolescente tutte le mie amiche portavano Lou Lou io non riuscivo a rendermi conto che fosse lo stesso profumo, mi pareva ogni volta diverso, abbinato al jeans e alla voce roca o al ciuffo cotonato e allo jacquard nero e blu. Insomma, sono tutt’altro che un’intenditrice, e infatti dalla prima gravidanza un profumo mio non ce l’ho più. Mi dava fastidio allora, poi ho allattato e preferivo non confondere i miei bimbi con odori diversi da quello della pelle pulita, e alla fine non ho più ripreso, mi sono disabituata.
Ma oggi mia mamma mi porta un numero di Elle France di Gennaio che una signora dei Café Bibliothèque mensili a cui prende parte le aveva lasciato. E lì leggo un articolo in cui si rivela che, udite udite, mescolare i profumi, uno sull’altro, Paris con Roma, Poison e Opium, è in auge, dimostra personalità e non è un delitto contro il naso che l’ha creato come mi avevano detto.
E nel mio piccolo io lo facevo a 15 anni, quando mi inondavo di Ô di Lancôme, di cui mi avevano regalato una confezione enorme, e la correggevo con il dopobarba Armani di mio padre per darle un che di speziato, di più adulto. E ho continuato mescolando sulla pelle campioncini e acque dell’Erbolario, oli essenziali e regali inadatti, perché tanto non ne capivo niente e quindi mi sentivo libera di sfidare l’ortodossia. Ma ora che Elle France l’ha sdoganato, faccio peggio e ammetto di non usare profumi specifici. Immagino di sapere di me, di amido di riso, di acqua, di sapone biologico, di shampoo, di olio essenziale di tea tree che metto nella lavatrice, delle arance che pelo per seccarne la buccia e delle piccole saponette che infilo tra la biancheria. Almeno lo spero, altrimenti avvertitemi e sceglietemi un buon profumo, che io non ne sono capace. O anche due o tre, visto che ora si può.

  1. #1 by Sumire on February 20, 2011 - 4:45 pm

    Sono anni ormai che non uso più frequentemente il profumo, anche se il mio preferito rimane sempre Anais Anais di Cacharel. Non so neanche se lo fanno ancora.
    Preferisco sentirmi addosso la fragranza lieve del latte detergente che uso per pulire il viso o della crema da giorno che applico, unitamente al sapone con cui lavo le mani e quello che uso per la biancheria…in fondo anch’io non sono che un insieme di profumi spero in armonia fra loro🙂

    PS: con le misure del Kindle non mi sono ancora cimentata, però vedrai che l’iPhone Purse è un progetto molto versatile e facilmente adattabile ad ogni accessorio…io stavo addirittura pensando di fare la custodia al portatile…magari con un filato un tantino più grosso sennò non passa più🙂

    • #2 by Lisa on February 21, 2011 - 10:36 pm

      Alla fine forse è un altro consumo indotto, per chi, come me, non ne sentiva la necessità…

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