Adrift – alla deriva

Perché siamo nel 2011, ieri era la giornata della donna, e Penelope ha un piano, non solo fare e disfare e aspettare. Penelope ha lavorato un po’ troppo ultimamente e, come dice giustamente Eva nel commento al post precedente, l’inverno è stato faticoso e il cambio di stagione può fare vittime. Quindi la nostra brava eroina darà fondo alle riserve del freezer per evitare orrori culinari dovuti alla fretta e la smetterà di rimettersi a sviluppare la sera dopo aver messo a nanna le nuove generazioni e si dedicherà solo a un po’ di lettura sul kindle (magari un po’ di documentazione tecnica, sarà permesso?) e un po’ di maglia.

E come progetto ha scelto quello del Kal di Marzo, l’adrift. Fare un cardigan che si chiama “alla deriva” è catartico in questo momento. Per giunta ho fatto i gomitoli di un filato “sbagliato” comprato su ebay, una baby merinos bluette troppo sottile e adatta per la macchina, l’ho messo triplo ed ho cominciato. E’ leggero, e sicuramente non lo finirò a Marzo, ma dato che non si potrebbe portare perché non è ancora stagione è bene non finirlo troppo presto. Una scusa per darmi il tempo. Oltretutto è proprio di quello stile che mi intriga, quel tipo di modello che può essere fatto solo a mano, senza cuciture, di linea fluida, qualcosa che nei negozi non si trova e non si può trovare. Si, lo ammetto, zen a parte mi sento molto vicina a questo lato snob del fare a maglia che si diffonde in rete, fatto di pattern particolari, filati scelti con cura e costruzioni complesse. E poi chissà come mai alla fine la mia partecipazione ai Kal corrisponde con una settimana della moda di qualche genere.

Non è il solo modo per cui lavorare a maglia incita alla socializzazione. Giro con i miei microzaini con tutto dentro, compreso gomitolo e ferri circolari, e il kindle, e a seconda del luogo in cui mi tocca sostare vado avanti con una o con entrambe le mie passioni portatili. Non arrivo alla raffinatezza di Tibisay con il suo set portalavoro a puntocroce ma mi attrezzerò presto. E spesso raccolgo storie e curiosità, come oggi, in cui ho accompagnato mia mamma a fare un piccolo intervento in day hospital. Incuriosita dal mio lavoro, una vecchina ornata di occhiali televisivi con due cuori di strass sulle stanghette, alla sua quarta operazione all’anca, mi ha raccontato di come i suoi primi ferri circolari li avesse visti in Danimarca, anni e anni prima. E da lì la storia della sua vita, della sua mamma, di un pezzo di Bologna durante la guerra, mescolato di amori lontani, separazioni aristocratiche e fortune immense in terra straniera. Ho chiuso il kindle e ho ascoltato. La documentazione tecnica poteva attendere, alla faccia di Ulisse.

  1. #1 by ciami on March 9, 2011 - 10:45 pm

    che bello questo post!

    • #2 by Lisa on March 10, 2011 - 5:25 pm

      Grazie.🙂

  2. #3 by alez on March 10, 2011 - 2:24 pm

    Bello l’adrift, ci si potrà aggiungere al kal anche più avanti? (aprile?) Per quanto riguarda knittare in pubblico, anch’io attraggo specialmente signore anziane che mi raccontano le loro storie di maglia e di vita, un ulteriore lato positivo dell maglia, secondo me…e per l’ennesima volta mi ritrovo sulla tua stessa lunghezza d’onda…

    • #4 by Lisa on March 10, 2011 - 5:25 pm

      Certo che puoi aggiungerti più avanti!! E poi ad aprile io sarò ancora lì, che ti credi?🙂

  3. #5 by Tibisay on March 14, 2011 - 9:49 am

    Ma che carina a nominarmi!!! Beh, certo, solo le knitter maniache arrivano ai miei estremi ma vedrai che magari prima o poi anche tu ti lascerai trascinare dal gorgo della follia tricottara… ahhahahah (risata satanica). Il cardigan che hai scelto però, ahimè, non riscontra i miei gusti (il mondo è bello perchè è vario), ma non vedo comunque l’ora di vederlo addosso a te!!!

    • #6 by Lisa on March 16, 2011 - 3:06 pm

      Provo una profonda invidia per il tuo set portalavoro,attenta che prima o poi vengo a rubartelo!

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  2. Di lui e di lei (custodie a maglia per kindle) « Lo stretto indispensabile

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