Lasciar morire di fame il rancore

Ho tanti difetti, sicuramente molti di più di quanti ne appaiano su questo blog, ma anche qualche pregio non del tutto naturale ma acquistato dall’aver ascoltato qualche maestro di vita di un certo calibro. E di questi pregi non genetici qualcuno è così prezioso che spero davvero di riuscirlo a lasciare in eredità ai miei figli perché penso sia una delle chiavi della mia vita sostanzialmente serena e felice. Lo segno qui, in questo post di metà Agosto che rimarrà disperso e poco frequentato, perché ultimamente sono stata testimone di tensioni e infelicità dovute a situazioni familiari e lavorative molto complesse, in cui è difficile davvero dare completamente ragione all’una o all’altra parte, e anche se sembra banale scriverlo e ricordarselo e ripeterlo e riprovarci e ricominciare può essere un inizio di soluzione.

Guardando dall’esterno certe dinamiche mi chiedo spesso come sia possibile soffrire così tanto per una parola sbagliata, un’incomprensione, un atteggiamento di giudizio di terzi. E’ capitato e capita di continuo anche a me ma ormai ho una reazione abbastanza allenata, anche se la sofferenza è viva perché è stato toccato un punto doloroso, scoperto, sensibile.

Poi provo a lasciar morire di fame il rancore, non lo nutro, non ripenso  a quanto è successo, o ci provo, a volte cerco di giustificarlo o almeno di passarci oltre, di non alimentare l’astio che ne conseguirebbe. Mi ripeto che i giudizi offrono quasi sempre più informazioni relative alla persona che li emette che al fatto di per sé e mi permettono di conoscerla meglio, di fare dei passi avanti nella comprensione del suo carattere. Un’osservazione di un conoscente sul mio modo di essere genitore c’entra più con la sua idea di maternità o paternità che con me, così come un commento sul mio modo di vestire o su quanto scrivo riguarda in gran parte la visione modaiola del mio censore o quello che chiede alla lettura di un mio testo.

Quando questo mi è particolarmente difficile, cerco di ignorare persino quello che so già dei difetti di chi mi sta di fronte, ripeto ad oltranza che devo vedere nuovo il mio prossimo, con occhi diversi. Questa è una trovata di Chiara Lubich, a volte funziona, a volte no, ma il tentativo già è utile per ricaricarmi e cominciare a vendicarmi con un sorriso umoristico sulla vicenda appena trascorsa. Mi è piaciuto moltissimo quello che raccontava Kelle Hampton in un post di qualche giorno fa. Che al primo commento negativo sul suo blog ha reagito distribuendo commenti positivi anonimi su altri blog che leggeva. Che vendetta elegante, tanto di cappello. Vendicarsi di ogni piccolo sgarbo, inevitabile nelle convivenze, con tanta grazia ed eleganza sarà il mio motto per questo mese.

Avrei mille ragioni per agire così, filosofiche, religiose, umanistiche, ma dato che questo è un blog sulla semplicità nella vita ne riporto solo una. Il rancore prende tanto posto e non porta nessun reale vantaggio. Attaccarsi al proprio rancore, all’effetto che su di noi hanno le azioni degli altri (che non siano illegali o fisicamente dannose) ci toglie spazio, energia, opportunità di essere felici, di amare. Trattenere queste emozioni con la sola soddisfazione di essere nel giusto, rimuginarci per provare di essere stati vilipesi, di attaccarle al quadro forzatamente parziale che ci facciamo di qualcuno cancellando ogni traccia di positivo, è come avere un mazzo di rose leggermente passate e metterle in un vaso a testa in giù, per rimirarne le spine. Uno spreco, a mio avviso.

  1. #1 by Beta on August 12, 2011 - 11:25 am

    Da leggere, leggere e rileggere… e magari stamparlo, appenderlo per averlo sempre sott’occhio… un post davvero utile e da mettere in pratica. Grazie!

    • #2 by Lisa on August 14, 2011 - 8:51 pm

      Grazie Beta, l’ho scritto per rileggerlo anche io quando serve.🙂

  2. #3 by conipiedinellemiescarpe on August 15, 2011 - 11:39 pm

    ciao beta, posso prendere tutto per itnero questo tuo post e “postarlo” nel mio blog? hai espresso chiaramente i miei propositi, quelli che nn riesco mai a mettere in pratica, e come dici tu, spreco tante energie… ma nn riesco a cambiare.
    tu come hai fatto ???
    ripasserò per leggere se ho il tuo permesso o no.nn sentirti obbligata a dirmi di sì.
    a presto.
    gra

    • #4 by Lisa on August 16, 2011 - 1:11 pm

      Benvenuta! Certo che puoi copiare il post, basta che citi la fonte. Per quanto riguarda il cambiamento, ci vuole pazienza, tanto. Io sono 38 anni che ci sto dietro e sono tutt’altro che arrivata ma decisamente migliorata e i risultati in materia di serenità e rapporti umani sono tali che poi ci prendi gusto. E poi i trucchi che ho scritto per me funzionano. Vedere gli altri nuovi, vendicarsi facendo gentilezze, pensare che le persone spesso non sono cattive, sono solo diverse e questa è una manifestazione del loro carattere, e infine pensare che lasciar spazio al rancore fa male, fa venire le rughe intorno alla bocca e ci distoglie da tante sensazioni positive. Un abbraccio e coraggio!

  3. #5 by Beta on August 16, 2011 - 10:06 am

    @Con i piedi nelle mie scarpe… forse intendevi dire Lisa? Probabilmente i nostri “nick” derivano dallo stesso nome🙂 ma io ho solo apprezzato e commentato questo bellissimo post… ;D Ciao

    • #6 by Lisa on August 16, 2011 - 1:16 pm

      Si, Beta, io mi chiamo Anna Elisabetta ma mi chiamano Lisa da quando ero piccola e mi è rimasto appiccicato.🙂

  4. #7 by Beta on August 17, 2011 - 9:23 am

    Mia cara Lisa, anch’io mi chiamo Elisabetta🙂 … ma a differenza di te, devo sempre ricordarmi il dimunitivo che mi hanno “affibbiato” gli altri: nonno mi chiamava Lisa (o Isa), mia mamma e mio fratello, Elisa; una carissima amica, Eli o Betty… i miei zii e la maggior parte dei miei amici Betty (ed è quello con cui mi firmo più volentieri)! In effetti, il nostro nome si presta a “mille” diminutivi…🙂

  5. #8 by conipiedinellemiescarpe on August 17, 2011 - 4:24 pm

    ok, grazie mille, ho preso tutto e messo a disposizione di chi passa da me.
    per quanto riguarda il cambiamento, sono quarantaquattro anni che ci provo.
    molto più di te, solo che tu sei stata promossa, io sempre rimandata🙂
    ciao

  6. #9 by Stefylu on October 4, 2011 - 3:16 pm

    Ciao, vengo dal blog di Bim Bum Beta(ti ho letta nel commento lasciato al suo post della torta mele e uva) … volevo solo dirti che oggi mi serviva proprio leggere qualcosa come questo che hai scritto e perciò grazie.
    Poi dato che i tuoi post li trovo interessanti ti seguirò da qui : http://semplicementesenzatempoeillusioni.blogspot.com/
    Buone cose! : )

    • #10 by Lisa on October 5, 2011 - 9:13 am

      Sono contenta che questo post ti sia stato d’aiuto. Prima di pubblicarlo avevo pensato che poteva sembrare un po’ presuntuoso, ma è un segreto talmente importante che speravo proprio che qualcuno ci potesse trarre uno spunto di riflessione. Vado a dare un’occhiata al tuo blog!

  7. #11 by Ilaria on August 2, 2012 - 12:59 pm

    Ciao, ho scoperto questo blog solo stamattina (ma com’è possibile?!) grazie a Caia. Ho fatto un giretto e sono capitata su questo post, che forse è proprio quello che avevo più bisogno di leggere.
    Sono completamente d’accordo: il rancore occupa troppo posto. Però lo si nota solo “dopo”: solo quando è morto di fame si ricomincia a respirare… e ci si stupisce di quanto spazio in più abbiamo nei polmoni.

    • #12 by Lisa on August 2, 2012 - 5:11 pm

      Ciao Ilaria, benvenuta! Hai ragione, spesso si nota solo dopo ma se ne può trarre lezione. Ho dato una sbirciata al tuo blog, mi piace!

  8. #13 by Claudia on September 23, 2013 - 11:48 am

    grazie, post utilissimo e illuminante! mi sono scritta (su di me le cose funzionano meglio se metto con la mano nero su bianco) “il rancore prende tanto posto e non porta nessun reale vantaggio” perchè è verissimo ma spesso ci lasciamo sopraffare…….

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