In casa mia vedo….

La prima impressione che ho avuto tornando dalle vacanze lavorative e mettendo piedi in casa mia dopo circa due mesi è di come fosse piccina. La seconda è stata, per fortuna, di come mi sentissi riaccolta, di come, in fondo, mi piacesse quel piccolo appartamento.

Casa mia sono 64 metri quadri per quattro persone che in casa ci vivono, grazie, ci cucinano, ci leggono, ci giocano, ci dormono, ci organizzano cene e feste, ci si rilassano e ci lavorano pure. Per starci dentro senza starci troppo addosso abbiamo provato a ridurre l’accumulo e possedere cose che realmente “consumiamo” ma oggettivamente, spazio vitale a parte, il nostro bagaglio di ricchezza è contenuto tutto qui, e mi stavo chiedendo quanto tutto quello che possedevamo fosse realmente necessario.

Con questo pensiero che mi frullava in testa da una settimana, oggi ho fatto un giro per la casa e ho guardato con occhi critici come se si trattasse di un contenitore e dovessi analizzarne il contenuto e ho segnato alcune categorie di oggetti che sembrano prendere prepotentemente il possesso di mobili e pareti. E sono:

  • libri: i libri sono terribili. Ne lasci due su un comodino e ti diventano 3/5/8/13. E senza dargli da mangiare dopo la mezzanotte. Ne abbiamo messo scatoloni in cantina, per liberare spazio, ma rimangono padroni di vasta parte delle pareti. L’idea era di donarne una parte alle biblioteche locali, ma separarsi da libri letti o, ancora peggio, ancora non letti, per me è traumatico. Anche se Sala Borsa e kindle hanno fortemente diminuito la prolificità dei suddetti oggetti negli ultimi anni.
  • cd musicali. Vale un po’ quanto detto per i libri, con in più l’aggravante che li ascoltiamo poco ultimamente, troppa fatica sceglierne uno sperando che non incorra nel veto di un infante già troppo deciso nei suoi gusti musicali. E poi tra lettori mp3 e streaming è più facile fruire di musica e radio senza supporto. Alla fine spesso il loro compito, come quello dei libri, si riduce a mostrare a chi entra cosa ci piace, lanciare un’argomento di conversazione, oltre che a circondarci di oggetti che abbiano un’aura famigliare, non prosaica, dai ricordi gradevoli.
  • abiti. Ma non si fa una selezione sugli abiti quando si fa ginnastica per tornare simili a come si era prima della gravidanza, vero?
  • scarpe. Questa cosa mi fa strippare. Sono nella scarpiera, occupano l’armadio, sotto il letto, e qualcuna anche in cantina. Odio dire che ho troppe scarpe, fa molto fashion addicted e  io non lo sono, non c’entro nulla neanche con Sex and the City, non mi sono mai indebitata per comprare delle manolo’s e gli stilettos non li metto che si incastrano nei sanpietrini. Sembra davvero una posa, uno di quei difetti che in fondo sbandieri perché ti danno un tono e invece è la verità:  forse delle ultime ballerine beige a pois bianchi e dei sandali argentati con zeppa non avevo del tutto bisogno.
  • giochi da tavolo. Quello è il campo del Partenopeo che ha i suoi modi per ottimizzare che andrebbero pubblicati su riviste scientifiche.
  • elettrodomestici per la cucina. No. Quelli non si toccano. Se no addio autoproduzione di qualsiasi genere, la poesia dell’impastare a mano mi manca del tutto.
  • giochi e libri dei bimbi. Sono oggetto di repulisti costante, ma non basta. Ci sono quegli attentatori allo spazio casalingo che si chiamano nonni, zii, lontani parenti, amici. Ci si deve convivere, compensa che anche a mamma e papà piace ogni tanto avere nuovi pezzi di Lego e Playmobil con cui giocare.
  • Lana, rocche e gomitoli, pizzi a chiacchierino mai terminati, scampoli di tessuto, ferri, aghi e portaaghi, fettucce, e bottoni, tanti bottoni che poi non servono quasi mai di quelle fogge che già possiedi, fiori di tessuto, vecchi foulard, cartamodelli, riviste di maglia, di cucito e di crafting.
  • Cancelleria. Carta da lettera. Buste. Biglietti e tutta quella roba ottocentesca lì.
  • Bottiglie di liquore. Ce ne sono 8 di bottiglie di superalcolici cominciate che stazionano lì da anni e anni. In genere io bevo solo un po’ di vino, il Partenopeo neanche quello e da quando ci sono i bimbi non le usiamo neanche per cucinare.

Poi tanto altro, ma questo è quello che mi ha colpito. Bisognerà che comincio a pensarci se vale la pena di aver comprato per tot euro al metro quadro per far fruire quello spazio ad oggetti inanimati che forse potrebbero avere altra destinazione e utilizzo. In altre case, o sempre qui, ma in maniera attiva, che servano, e che facciano parte del quotidiano.

  1. #1 by michy1976hy on September 7, 2011 - 9:56 am

    libri: tasto dolentissimo. Non so più dove metterli, non voglio assolutamente il kindle e non resisto, ogni tanto qualcuno lo devo comprare ( quasi quasi è stato un toccasana la cosiddetta legge anti-amazon)
    scarpe: metto meno della metà di quelle che ho, ma non posso buttarle, mi sembra quasi buttare via i miei soldi…mi dico che prima o poi le metterò tutte….

    • #2 by Lisa on September 7, 2011 - 12:55 pm

      Guarda che anche io con il kindle non è che ho smesso di comprare il cartaceo, solo ridotto un po’. Per scarpe ed abiti, invece, mi sta venendo un’idea… tu hai mai fatto uno swap party?😉

      • #3 by michy1976hy on September 8, 2011 - 12:22 pm

        posso ammettere la mia ignoranza e dire che non so cosa sia???🙂
        ( e una volta tanto, non vado a cercare su wikipedia, ma aspetto che una mia amica me lo spieghi!)

      • #4 by Lisa on September 13, 2011 - 12:29 pm

        Allo swap party ognuna porta qualcosa che non mette più, non la roba vecchia, s’intende, più la scarpa usata una volta sola, il pantalone troppo largo o troppo stretto, la maglia di quel colore che non riesci ad abbinare. E poi ci si scambia gli abiti, secondo regole oppure in modo anarchico. Dai che è divertente, poi così uno rinnova il guardaroba e fa spazio senza spendere!

  2. #5 by katia on September 7, 2011 - 4:28 pm

    ciao ragazze..perchè non vi iscrivete su zerorelativo che lo swap lo fate online? io dopo il trasloco ho ridotto del 60% il volume di possedimendi mobili…in effetti ho dato via tutto ciò che stazionava negli armadi in attesa di indulto!
    buonissimo pomeriggio

    • #6 by Lisa on September 7, 2011 - 5:21 pm

      Grazie Katia, ci guardo subito. Certo che la scusa per un party…😀

  3. #7 by Laura on September 12, 2011 - 7:56 pm

    Ciao Lisa, sono capitata qui per caso e ho letteralmente divorato il tuo blog in cui con una scrittura leggera ma intensa trasmetti tanto di te (del Partenopeo e dei Piccoli!!!)
    In questo periodo in cui la vita si alterna tra una tirata di latte e un pellegrinaggio in clinica a trovare il Piccolissimo (mica tanto, in fondo 3 kg alla nascita non sono pochi!) il tuo blog mi ha colorato a tinte pastello giorni e notti. Grazie, a presto
    Laura

    • #8 by Lisa on September 13, 2011 - 12:26 pm

      Laura cara, che bello leggerti! Come ti capisco, mi ricordo anche io la stranezza del periodo da mamma senza però i miei bimbi vicino… Non vedo l’ora di vedere il Piccolissimo (non tanto piccolo :-))!

  4. #9 by Laura on September 13, 2011 - 6:58 pm

    Oh oh, sembra pari pari la descrizione di casa mia, se non fosse per il fatto che la mia è persino più piccola e non possediamo una cantina. Arg!!!

  5. #10 by Claudia on September 23, 2013 - 12:02 pm

    donna con occhio critico, SEI ASSUNTA!!!! ti aspetta un appartamento di 70 mq, patria di un’hobbista (svariati hobbies, tutti ingombranti, io), di un accanito lettore, ascoltatore di cd, conservatore di qualsiasi tipo di carta stampata passi da casa soprattutto se riguarda viaggi in camper in Francia (marito) e di un tredicenne con una passione smodata per i Lego (come? ancora? eh….sì! pare che duri negli anni…..lui vorrebbe pure andarci a lavorare….speriamo che abbiano posto!)…..a presto l’indirizzo!😀
    C

    • #11 by Lisa on September 24, 2013 - 9:19 pm

      😀 E’ bello avere trovato lavoro così!
      Comunque anche noi abbiamo la casa piena di lego, se non ti può consolare, e il papà è quello che continua a comprarne con la scusa che sono per i figli…

  1. Di lui e di lei (custodie a maglia per kindle) « Lo stretto indispensabile

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