Archive for January, 2012

Argilla – maglione da uomo

Ho finalmente acchiappato il Partenopeo perché posasse con indosso la mia ultima fatica, il mio primo maglione da uomo.

L’ho realizzato come ho realizzato la maggior parte dei capi da quando avevo 13 anni, preso un filato, immaginato un modello di massima, i ferri e via, come mi ispirava il percorso. In questo la lavorazione topdown è decisamente d’aiuto, infatti per questo maglione ho preso le misure del collo e poi man mano ho adattato la vestibilità.

L’ho chiamato Argilla per il suo colore grigio e proprio per questa caratteristica di aver lavorato un filato come creta, circolarmente, e di aver ottenuto questo capo che mi ha dato molta soddisfazione. Volevo losanghe che si intrecciassero davanti e dietro, partendo dall’alto e andando a  complicarsi man mano verso la base e il disegno è venuto come lo avevo in testa, con il particolare di unirsi sui fianchi, di scambiarsi sotto le maniche e di sfumare nelle coste del polsino, che è un risultato esteticamente molto gradevole.

Il filato usato è una rocca comprata su ebay, 78% alpaca, 20% lana e 2% nylon. Mi è piaciuto molto lavorarla, era morbida e leggera ma con una buona definizione, ne è avanzato un po’ e ci ho fatto un’altra cosina che vi mostrerò prossimamente. Non ricordo il costo, ma comunque era contenuto per la quantità di filato, segno che comunque si possono continuare a fare maglioni senza spendere miliardi.

Altri due particolari che sono contenta di aver curato è il punto con cui sono distribuiti gli aumenti degli scalfi. Non so se l’avevo mai visto in giro, di certo non sarò l’unica ad averlo impiegato, ma il motivo spigato che risulta dall’aver aumentato a diritto distanziando via via le maglie sul rovescio mi è piaciuto e penso che lo ripeterò.

Ultimo, il retro è elaborato esattamente come il davanti. Cerco sempre di curare il retro dei maglioni che realizzo, è proprio una mia fissazione, anche se devo acquistare una maglia non la prendo mai che abbia una importante decorazione unicamente sul davanti e un retro spoglio e magari poco curato. La schiena è visibile esattamente come il viso agli altri ed è un peccato che venga trascurata. Posto che che non è il caso di metterci nulla di particolarmente arzigogolato che possa dare fastidio quando ci si appoggia, se posso realizzare un capo che abbia una decorazione a tutto tondo il mio livello di soddisfazione aumenta.

Ora i difetti. Il collo è ripreso, non sapevo come farlo e l’ho lasciato con un filo di avvio provvisorio, poi l’ho lavorato da lì a coste 2/2. Ora che ho in mente il modello globalmente, avvierei direttamente dal collo e farei partire la losanga da lì esattamente come per i polsini. Inoltre gli scalfi sono un pelo troppo ampi per cui ho dovuto operare più diminuzioni di quante volessi nelle maniche, che hanno quindi una linea più morbida rispetto al busto che volevo piuttosto aderente. Indossato non si nota, ma quando lo rifarò aggiusterò questi particolari.

Insomma, sono abbastanza soddisfatta, soprattutto per la resa del punto con il filato. Voi che ne dite?

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Ballet Beautiful

Oggi mi sento un po’ Vogue e un po’ Donna Moderna e dall’alto della mia saggezza e della mia buona volontà nel non lasciare che le feste danneggino il mio stomaco finalmente piatto vi elargisco il mio consiglio per salvaguardare linea e tono o nel riprenderle nel caso di stravizi. Come già ho raccontato, l’incontro con i dvd di fitness e in particolare quelli di Tracy Anderson ha introdotto piacevoli e inusuali abitudini nella mia sforacchiata vita. Se qualcuno l’anno scorso, mentre facevo i propositi del nuovo anno, mi avesse detto che avrei fatto dalle 4 alle 7 ore di ginnastica alla settimana, che non avrei visto l’ora di sudare e fare fatica, che non sarei riuscita a fare a meno del movimento non gli avrei creduto. Quest’anno non faccio nessun buon proposito invece in tal senso, spero solo di continuare per questa strada. I risultati in termini di energia, sollievo dallo stress, qualità del sonno e forma fisica sono ottimi, e in più mi diverto. E dire che sono di natura fisicamente pigra pigra pigra, tranne che per quanto riguarda danza e affini e mi ero specializzata nel fare da arbitro e da raccattapalle pur di evitare ogni tipo di occasione di movimento sociale.

E invece lavorando prevalentemente da casa e continuativamente al computer la mia oretta di movimento, quando possibile, mi è diventata indispensabile. Il Partenopeo per Natale mi ha regalato un completino pantaloncini e canotta ornato dal logo di Superman e non vedo l’ora di sfoggiarlo nelle mie sedute, rigorosamente casalinghe, solitarie e lontano da sguardi estranei, senza foto e paparazzi.

Visto il periodo un po’ sbilanciato dal punto di vista dell’alimentazione ho cambiato la mia routine preferendo fare cardio piuttosto che esercizi muscolari, non solo per bruciare le calorie in eccesso ma anche per l’effetto di riduzione di tossine che sudare comporta. Inoltre richiede in genere meno concentrazione e meno difficoltà nel ripetere posizioni difficoltose. Il problema è in trasferta, quando non sei a casa tua, non puoi portarti dietro materassino e pesetti e soprattutto non ti puoi mettere a saltare a ritmo indiavolato senza attirare orecchie e sguardi incuriositi dei compagni di feste.

Per questo Natale, durante il soggiorno a Napoli, ho trovato una buona soluzione di compromesso acquistando i due cardio workout in streaming di Ballet Beautiful. Il costo è abbastanza contenuto, agevolato dal cambio, e se guardate sulla relativa pagina di Facebook trovate spesso degli sconti che quindi rendono l’acquisto conveniente. Sono ottimi in viaggio, anche se è necessario il collegamento internet per eseguirli, sono a basso impatto, brevi ma ripetibili, non richiedono di saltare su pavimenti del ‘600 che potrebbero aversene a male, non hanno bisogno di abbigliamento particolare, metti che le scarpe da corsa non entrino in valigia, si fanno in piedi quindi niente materassino, e sono così discreti che se vi vergognate di fare su e giù con le braccia come nel Lago dei Cigni vi potete chiudere in bagno e nessuno si accorgerà che state facendo ginnastica.

E sono rilassanti. Mary Helen Bowers è serena, sorridente e infonde pace e tranquillità come se facessi yoga e la musica classica in sottofondo aiuta ancora di più a staccare la mente. E poi è una ballerina, cioè l’emblema della grazia e del portamento, e non è che a 38 anni non se ne subisca il fascino esattamente come a 8.

Per le già allenate i due video non sono molto intensi, infatti io aggiungevo le cavigliere da mezzo chilo, ma messi uno dietro l’altro danno quella giusta dose di movimento che, complici anche tre piani di scale, del ‘600 pure quelle, quindi meglio dello stepper, mi ha fatto terminare le feste anche più leggera di come le avevo iniziate. E credo che questa circostanza sia unica da quando sono sposata, anche perché la cucina della famiglia del Partenopeo è goduriosa al punto da rendere molto molto molto difficile rimanere morigerati.

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