Casa Keaton

Ieri, dopo aver messo a letto i bimbi, io e il consorte siamo rimasti a guardare inebetiti la seratissima Casa Keaton. Inebetiti per il contrasto stridente che provavamo sulla nostra pelle. Non ci si crede quanto fosse positivo, ottimista e colorato il mondo degli anni ’80. Il confronto con la produzione depressiva attuale è angosciante (e a me casa keaton non è mai piaciuto particolarmente) e ancora di più pensare che è la credulità di quegli anni nel sistema che ha portato a questa crisi. Fatta la tara del capello cotonato e le spalline sotto le magliette, sembrava di guardare una favola. Chissà se i nostri figli potranno mai capire la nostra generazione, venuta su a fole televisive.

Sono andata a leggere e a dormire e ho pensato che ci sono tante ragioni per cui non guardo più la televisione ma questa non mi era mai venuta in mente. Per evitare il contrasto stridente con la realtà, per raccontarmi io, da sola, la mia favola, senza spalline e senza cotonature.

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