Guida al guardaroba sentimentale

Due giorni fa c’è stato il grande evento della vendita al pubblico della collezione Maison Martin Margiela per H&M e, dopo la prima lettura, ho saltato a pié pari tutti i post che ne parlavano, anche perché le décolleté con il tacco il plexiglass mi piacevano molto e non me le potevo permettere quindi meglio non porsi il problema.

Mi sono chiesta come un evento simile possa essere alla fine così assorbente per così tante persone, e come mai mi lasci fredda, nonostante il mio apprezzamento per i bei vestiti e le belle scarpe, nonostante mi ricordi spesso come sono vestite le persone in un dato momento fino nei dettagli e nonostante mi giri per strada se vedo un outfit gradevole. Però ho fatto la fila alle 5 del mattino per prendere i biglietti per il loggione del Comunale di Bologna ma non penso la farei mai per una borsa, o un paio di scarpe: credo che non sia tanto per la borsa o per il paio di scarpe, che se belle possono a mio avviso valere del sacrificio, quanto per la seccatura di prendere parte ad un evento tutto sommato inflazionato. E lo snobismo che c’è in me viene fuori prepotente e si manifesta nel non volermi di proposito vestire alla moda, nonostante mi intrighi e interessi.

Sì, vedere i nuovi trend mi piace, c’è tanta e tale sovrapposizione di significati nel modo in cui uno soddisfa il bisogno di coprirsi dal freddo e adeguarsi al comune senso del pudore che classificarlo semplicemente come frivolo o banale mi pare altrettanto superficiale. Ma non riesco a pensarci a lungo, a non inarcare un po’ la schiena quando vedo certi eccessi e a non sentirmi un po’ in colpa se compro un paio di scarpe che considero superfluo.

Qualche tempo fa però una mia amica ha detto qualcosa che mi ha piacevolmente sorpreso. Mi ha raccontato che era in un negozio, ha visto una maglietta che pensava di comprare, poi si è detta che io non l’avrei presa e l’ha rimessa a posto. E quando le ho chiesto perché mi ha confidato che ero un suo modello di stile, che le piaceva molto come mi vestivo “con armonia”.

Finito questo attimo celebrativo, generato da un complimento non estremamente frequente e per questo degno di nota, lo prendo come occasione di raccontarvi un po’ la mia guida al vestirsi con sentimento, che chissà quando mi ricapita.

  • Porto a lungo gli stessi abiti, li passo di anno in anno, li amo perché mi ricordano periodi felici della mia vita. Tra le altre porto ancora delle camicette e delle gonne acquistate quando avevo 14 anni. Alcuni sono fatti a mano da me o da mia madre, come i maglioni, molti arrivano da amiche, altri sono regali. Mi incapriccio di modelli che ricordano libri che ho letto, di accessori che possono avere un significato quando li osservo. Se lascio andare un abito, o è rotto, o è davvero usatissimo, o non ha dei bei ricordi associati. Se non è così lo modifico, cerco un abbinamento che lo valorizzi, lo faccio rifare uguale dalla sarta, oppure lo regalo a qualcuno che ne apprezzi la storia. Ho appena regalato ad una cara amica l’abito che avevo quando ci siamo conosciute. Lei non lo ricordava, io sì, ed ero sicura che le sarebbe stato meglio che a me. Non mi vesto vintage, richiederebbe troppo sforzo, mi vesto di roba vecchia ben tenuta.
  • Compro raramente quello che è di moda quell’anno (mocassini borchiati, non mi avrete!). Se passa almeno un paio di stagioni senza che mi stanchi vederlo addosso ad altri, può avere una chance. Ci ho messo qualche anno prima di avere un paio di scarpe con plateau, e anche quando le ho prese era piuttosto moderato.
  • Per questo motivo acquisto molto volentieri negli outlet. E’ roba per definizione passata di moda quindi per me ha un valore aggiunto. Preferisco gli outlet con  i capi smarchiati, sono un incentivo a leggere le etichette e guardare attentamente taglio e cuciture. Comprare un capo che poi va amato e tenuto diventa impegnativo e questo aiuta a rifuggire l’acquisto compulsivo o quello troppo noioso “perché è basic quindi serve sempre”.
  • Non leggo riviste di moda. Non mi piacciono molto i loghi, cerco di non acquistare nulla di particolarmente riconoscibile e trovo poco fine che si possano contare quanti soldi qualcuno ha addosso per via dei pezzi noti di stilisti che veste quel giorno.
  • Con il fatto che porto spesso le stesse cose, cerco per loro l’abbinamento ideale, lo studio provandolo con vari pezzi e se vedo che ci starebbe proprio bene un capo che mi manca, lo prendo. Per questo motivo metto quasi sempre gli stessi pantaloni con lo stesso cardigan. Se un abbinamento è perfetto perché cambiare? E questo risolve la maggior parte delle volta cosa mettermi la mattina davanti all’armadio.
  • Nei periodi di stanchezza mi vesto spesso di nero per cui cerco di non vestirmi di nero per non sentirmi troppo stanca.
  • Raramente compro un capo con una decorazione che si ferma al davanti, li trovo monchi.
  • Un collo a girocollo perfetto è un’assenza di collo.
  • L’unico capo basic che ritengo indispensabile è il pantalone nero a sigaretta. Qualsiasi altro capo se ha un compagno con cui sta bene nell’armadio diventa necessario.
  • Ho una marea di idiosincrasie per quanto riguarda l’equilibrio dei colori in un insieme, e decisamente il color block non fa per me. Non ce la posso fare a mettere le scarpe magenta con l’abito verde. A meno che non ci aggiunga anche una cinturetta magenta e un foulard magenta. E magari un minuscolo paio di orecchini verde e magenta. Si lo so, si vestiva così mia nonna. Ma  io a mia nonna volevo molto bene quindi in un guardaroba sentimentale ci sta.
  • Porto pochi gioielli, in genere non vistosi. Molti di quelli in metalli preziosi che avevo li ho dati come premio per delle lotterie di beneficenza e non ne sento la mancanza. Se invece qualcuno mi regala un paio di calzettoni misto cachemire decorati a piccoli motivi cravattosi li uso finché posso.
  • Adoro mettermi addosso sfumature di uno stesso colore. Scarpe, calze e forcine comprese.

Non sarò mai una trend setter e credo che chi mi viene a leggere qua non se lo aspetti. Nessun fotografo di street style probabilmente mi fermerà mai per strada. Ma mi sento bene nella mia pelle e nei vestiti che indosso e, anche se mi piace fare shopping, ho fondamentalmente tutto quello che mi serve per la vita che conduco. E fondamentalmente spendo poco, pur comprando abiti di qualità, si, a volte firmati, che mi durano negli anni. Quindi, mio caro MMM per H&M, tienti pure i tacchi di plexiglass, tanto non saprei con cosa abbinarli (disse dell’uva la volpe).

Nota. Si, lo so che succede nel mondo, e che ci sono eventi più importanti di questo di cui parlare. Ma come sapete, questo è il mio spazio color pastello, e le brutte notizie ci entrano solo in rosa e con ironia.

  1. #1 by MANU on November 17, 2012 - 8:54 pm

    Bentornata. E’ sempre bello leggerti. E anche istruttivo in qualche modo, come in questo caso. Maniaca dello shopping compulsivo (sob..), ho chiesto al mio compagno di nascondermi la carta di credito (ma non gliel’ho ancora data…)
    Un abbraccio e scrivi più spesso, che ci manchi!😀 Manu

    • #2 by Lisa on November 18, 2012 - 11:20 am

      Come sia carina Manu! Si, proverò a non stare tanto assente, ma qualche volta il lavoro fuori di qui è tanto e il fatto di non avere scadenze da rispettare per il blog mi aiuta a tenerlo sempre come valvola di sfogo e mai come impegno gravoso. Il problema è che ho materiale per vari post, devo solo trovare il tempo per scriverli!! Un abbraccio a te.

  2. #3 by ciami on November 18, 2012 - 1:44 am

    Concordo in pieno sulla tua visione della moda.
    p.s. che ne dici, sta arrivando il periodo. Si fa qualcosa per il Natale Cafone Solidale (NCS201)?
    https://lostrettoindispensabile.wordpress.com/2011/12/20/i-pensierini-natalizi/🙂

    • #4 by Lisa on November 18, 2012 - 11:23 am

      Hai ragione Ciami! In realtà io ho mezzo iniziato visto che ho intenzione di regalare alle parenti che fanno a maglia un paio di schemi di unitecontroilcancro ma temo non sia ancora abbastanza cafone.😛 Ci sentiamo via mail per coordinarci.😉

  3. #5 by Tiziana♥ on November 18, 2012 - 11:49 am

    Mi piace sempre, quel che scrivi (o non ti leggerei), ma questo post l’ho proprio apprezzato.
    Mi ritrovo molto in questo vestirsi con sentimento, e come al solito lo dici con molto più garbo e poesia di come lo farei io, che mi sono sempre considerata semplicemente…non in linea con il “si deve fare”.
    Spero che troverai più spesso il tempo di passare di qua a fare 4 chiacchiere con noi, questo tuo spazio color pastello fa sentire tanto bene ^-^
    E mi piacerebbe anche poter leggere una guida anche per questo Natale cafone di cui parlate.
    Buona giornata

    • #6 by Lisa on November 19, 2012 - 10:28 am

      Grazie Tiziana. Vedo che ho descritto un atteggiamento di molte e ne sono proprio felice. Proverò ad essere più presente, effettivamente è stato un intervallo un po’ lungo di assenza…

  4. #7 by gragra on November 18, 2012 - 4:58 pm

    carissima, scrivi sempre cose con il sale in zucca!!
    mi complimento anche perchè riesci ad entrare ancora nei vestiti che avevi a quattordici anni.. io nn ci riesco nemmeno in quelli di due anni fà!! anche se è parecchio tempo che il mio guardaroba è composto da due pantaloni invernali e due maglioni.
    due pantaloni estivi, una gonna in jeans e tre quattro magliette.
    a presto.🙂

    • #8 by Lisa on November 19, 2012 - 10:31 am

      Quella del rientrare in quei vestiti è una riconquista recente ma sono stata contenta di aver conservato quei vestiti. Per quanto riguarda il tuo guardaroba essenziale, ti senti bene in quei vestiti? A seconda della risposta e del tuo stile di vita, può essere assolutamente sufficiente! D’estate al mare io ruoto 3 vestiti 3 e mi ci sento fighissima lo stesso.🙂

  5. #9 by Tibisay on November 20, 2012 - 9:53 am

    Eccoti! Bene, io ho trovato il post davvero molto interessante, per quanto tu sappia quanto mi piace la moda. Mi piace, la trovo stimolante, uno stimolo a vedere cose nuove… ma il mio modo di vestire è piuttosto classico e mi sono ritrovata in molto di quello che dici!

    • #10 by Lisa on November 20, 2012 - 3:51 pm

      Chiamarlo guardaroba sentimentale è un modo evocativo per dire un concetto molto banale, ossia il rifuggire la moda usa e getta. Inoltre credo che chi progetta e produce capi d’abbigliamento, anche a maglia, educhi se stesso ad un’attenzione a qualità e materiali che rientrano in un concetto di durata e nel soddisfare altri sensi, non solo la vista. Quindi non mi stupisce che ti ci ritrovi!!

  6. #11 by Ylenia on November 20, 2012 - 10:45 pm

    interessante punto di vista. ho appena trovato il tuo blog che devo dire mi piace!!

    Baci, Ylenia di Longuette

    • #12 by Lisa on November 21, 2012 - 1:04 am

      Ciao Ylenia! Grazie e benvenuta!

  7. #13 by Tzugumi on November 22, 2012 - 4:33 pm

    Un post bellissimo, da rileggere più e più volte. Io non ho mai seguito la moda, anche perché la mia vita professionale mi ha spesso portata a privilegiare comode scarpe da cantiere piuttosto che i tacchi alti. Mi piace, sentirmi comoda, protetta e coccolata, magari da qualcosa che ho fatto io stessa o mia madre. Possiedo capi che indossavo al liceo, alcuni li porto ancora, altri sono piccoli ma non riesco a liberarmene. Che male c’é?🙂 un abbraccio🙂

    • #14 by Lisa on November 23, 2012 - 11:01 am

      Grazie! E secondo me le donne che amano i loro abiti con sentimento sono anche più belle, ecco!!

  8. #15 by sandra on November 22, 2012 - 8:45 pm

    Anch’io sai mi vesto con roba vecchia tenuta bene:)) Mi hai fatto troppo ridere.
    Bhè, direi che la tua è una lista molto saggia. Io snobbo in toto le catene low o high cost, e vado dritta per mercatini, scambi e moda etica:)
    Ciao:)

    • #16 by Lisa on November 23, 2012 - 11:02 am

      Grazie! Anche io scambio molto, giro però poco per mercatini e per mode etica vedo solo le proposte che ogni tanto arrivano al GAS. Ho sbirciato il tuo blog, mi piace molto, è l’occasione per imparare qualche cosa!

  9. #17 by Claudia on December 7, 2012 - 6:42 pm

    Condivido tutto di quello che scrivi! Sono capitata in questo blog per caso ma Inizierò a seguiti:)

    • #18 by Lisa on December 8, 2012 - 2:59 pm

      Grazie, arrivederci allora!

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