A scuola a piedi

Non credo ve lo stiate chiedendo.

Nel caso però vi chiedeste che cosa faccio io, oltre lavorare, fare ginnastica e stare con la mia famiglia, come passo le giornate invece di aggiornare il blog che langue e a fotografare i nuovi lavori lanosi che aspettano solo il loro momento di gloria, sappiate che faccio cose tipo perdere un sacco di tempo ad accompagnare il più possibile a piedi i bimbi a scuola.

Sono quasi 50 minuti, se mi toccano entrambi, altrimenti 35 per il Primogenito e 20 per il cadetto. Ce li alterniamo con il Partenopeo, per varietà di percorso e di relazione. A volte devo poi prendere l’auto per dirigermi per lavoro in qualche posto e se il tempo me lo permette, la macchina torno a prenderla dopo aver terminato il giro consegne, e conservo la mia camminata mattutina libera dalla guida.

L’anno scorso abbiamo giocato alla famiglia spensierata, che arrivava alla scuola dell’infanzia tutta insieme, accompagnava il piccolo al padiglione in fondo, dopo avere doverosamente letto il menù del giorno e guardato la bacheca comune. Il Cadetto normalmente entrava a quattro zampe, specialmente se c’era la maestra Claudia che apprezzava la sua aspirazione a essere un cucciolo di qualsiasi essere afferente al regno animale (“non zono un pittolo ptelodattilo tanto calino?”).

Poi ci dirigevamo verso l’altro padiglione per portare il Primogenito e la cosa era tradizionalmente più lunga. C’era il saluto sulla porta della sezione e la richiesta del disegno del giorno. Poi uscivamo, ci dirigevamo alla finestra della classe e, sopra la condensa, il papà faceva un disegno. Un giorno un pagliaccio, un giorno una barca, un giorno un dinosauro…  Un cenno del capo, come dire “Sto bene, potete andare” e il grande ci si salutava. Verso la fine dell’anno c’era sempre qualche altro bambino che assisteva alla performance, primo evento della giornata culturale dell’asilo che si prospettava davanti.

Perché solo ad uno dei fratelli? Perché l’attitudine teatrale del piccolo faceva che le volte che avevamo provato a salutarlo dalla finestra il momento si era trasformato in tragedia, con lacrime e saluti senza fine e con le maestre si era visto che era controproducente.

Quest’anno il grande ha cominciato le elementari, che non sono di fronte a casa ma neanche lontanissime, quindi ci dobbiamo separare. Il Primogenito, come si confà ad un bimbo avanti negli studi, pone già domande: “Insomma, perché noi andiamo a piedi, mentre il resto del mondo va in macchina?”.

Perché la benzina costa. Perché usare la macchina inquina. Perché guidare stressa. Perché muoversi fa bene. Perché così conosci le strade del quartiere. Perché voglio avere un po’ di tempo per chiacchierare da sola con te. Perché la mattina la mamma si sveglia a fatica e questa passeggiata la aiuta a carburare. Perché mio papà mi ha insegnato a camminare per arrivare dove voglio.

Se usassi la macchina risparmierei una ventina di minuti ogni mattina. Non sono pochi. Capisco chi corre per non perderli, anche io l’ho fatto, in passato. In venti minuti potrei fare tante cose. Però questa incombenza sono decisa a prenderla con lentezza, di perderlo quel tempo, di conservare questo lusso di camminare con i miei bambini e lasciare l’auto a dormire in garage.

  1. #1 by Beta on February 4, 2013 - 10:44 am

    E’ vero, 20 minuti non sono pochi… ma vuoi mettere quanti “minuti di vita” con i tuoi bimbi, guadagni in questo modo? Grazie per aver condiviso questa parte della tua giornata con noi!🙂

    • #2 by Lisa on February 8, 2013 - 3:28 pm

      Grazie a te. Scusate il ritardo di risposta nei commenti ma l’influenza collettiva famigliare mi ha tenuto in modalità “sopravvivenza pura” per 3 giorni.

  2. #3 by claudiamencaroni on February 4, 2013 - 10:34 pm

    si, secondo me spesso e’ un’incapacita’ di godersi dei lussi che si possono prendere.
    io credo che il piu’ delle volte e’ un’abitudine alla corsa piu’ che una necessita’
    talvolta quei venti minuti sul lavoro li recuperi proprio perche’ arrivi a lavorare piu’ sereno e con la testa sgombera, invece l’attitudine alla corsa ti ingolfa il cervello.
    a me spesso mi ci vuole una mezz’oretta di fuffa davanti al computer prima di iniziare a lavorare davvero. se quella mezz’ora la usassi per compiere un’azione emotivamente coinvolgende e fisicamente defaticante darebbe meglio, no?
    per dire che pure io faccio tutto a piedi :d almeno quello che posso, altrimenti autobus.
    si, la benzina costa, l’auto inquina e via di seguito, ma soprattutto a me in macchina mi va in palla il fegato per i nervi😀
    il traffico mi trasforma in una iena, niente di piu’ niente di meno: una iena nella giungla metropolitana.

    • #4 by Lisa on February 8, 2013 - 3:30 pm

      Devo dire che anche io odio guidare, specialmente se devo portare in giro i bimbi: installa sui seggiolini, attaccali, evita che ti investano/investano i tuoi figli durante questa operazione, tienine uno in equilibrio su un braccio mentre fai scendere l’altro…. mooolto più rilassante andate a piedi!

  3. #5 by nora on February 4, 2013 - 11:04 pm

    Bravi! Abbasso la macchina e viva il cavallo di S. Francesco!
    Noi non possiamo andare a piedi verso la scuola al mattino, altrimenti dovrei rinunciare al treno per andare al lavoro, ma il viaggio di ritorno è in programma per la primavera, quando anche la mia piccola sarà in grado di reggere un tragitto così lungo… E sarà bellissimo.
    E saranno venti minuti guadagnati, non persi🙂

    • #6 by Lisa on February 8, 2013 - 3:31 pm

      Per me è un bel momento di chiacchiera a tu per tu, avendone due approfitto sempre di questo momento da sola con uno di loro.

  4. #7 by Tibisay on February 5, 2013 - 9:41 am

    Anche io, abitando in centro, spesso mi scoraggio ad usare l’auto e preferisco muovermi a piedi. Lo trovo divertente e salutare e molto più da sani di mente che poi impazzire per non sapere dove parcheggiare!

    • #8 by Lisa on February 8, 2013 - 3:32 pm

      Non parliamo di quando devo andare in centro a Bologna! Adesso poi che è completamente pedonalizzato nei we, prendere la macchina è suicidio.🙂

  5. #9 by MANU on February 6, 2013 - 12:11 am

    Del resto già i Romani dicevano: “Non è ricco chi ha denari, ma chi ha TEMPO”…. Io sono poverissima!😦 Abbraccio Lisa!

    • #10 by Lisa on February 8, 2013 - 3:35 pm

      Bello, mica lo sapevo questo detto! Anche io mica sono tanto ricca, ma il mio piccolo patrimonio di 20 mn mattutini me lo tengo stretto.🙂

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