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Owlet, un gufetto per il cadetto

Aprile 2013 027Ieri ero a Napoli, sole, pizza e estate e tutte le banalità che ci vorrete aggiungere, mentre oggi a Bologna c’è una tempesta di quelle tutto buio in mezzo minuto, poi lampi impazziti a rischiarare e pioggia pioggia pioggia. E la Pollyanna che è in me ha pensato: ecco la mia ultima occasione per pubblicare le foto dell’Owlet, il maglioncino che ho regalato al mio bimbo per il suo compleanno a Marzo (il ritardo è talmente grande che lo ignorerò del tutto in questo post, siete quindi pregati di non farmelo notare).

Da tempo il cadetto mi chiedeva un maglioncino per sè, fatto da mamma. Ero perplessa perché i miei regali passati su fronte magliereccio non erano stati molto graditi, ma stavolta mi sono impegnata.

I miei figli hanno il diritto di scegliere cosa mettersi la mattina da quando hanno avuto la possibilità di comunicarlo. Il primogenito detesta di cuore i bottoni e ha avuto un anno che si è vestito prevalentemente di arancione e di verde e l’elegante gilet celeste che gli avevo fatto con un avanzo di lana della nonna non è mai uscito dal cassetto. No, vi assicuro che era carino, anche se presentato così non sembra.

Owlet

Il cadetto poi ha gusti difficili e se per caso mi azzardo io a preparargli degli abiti adatti alla stagione, la mattina, una volta su due li prende, li risbatte nel cassetto e ne seleziona altri adatti al suo umore mattutino. Quindi la prova non era facile, capite. Ma a richiesta cuore di mamma risponde, e la richiesta “Ma quando mi fai un mallione anche a me?” c’era stata.

Ci voleva un animale, visto che il Cadetto si sente un po’ Manimal dentro, o almeno lo suppongo visto che dichiara di essere un cucciolo diverso ogni mattina, un filato robusto ma naturale e un modello veloce da fare perché la data si avvicinava.

Avevo adocchiato varie versioni l’Owlet qua e là su internet, e lo trovavo adorabile, però c’era il rischio che diventasse un po’ lezioso: fortunatamente avevo un filato  grigio melange da lavorare con i ferri del 4, resistente e veloce da lavorare.

Per evitare il sovraccarico decorativo ho aggiunto gli occhi, semplici bottoni neri, solo ad uno dei gufetti dello sprone, mentre gli altri si intuiscono dal disegno a trecce.

Ho molto apprezzato il modello: dopo aver adattato il campione non ho dovuto fare altre modifiche, è venuto bene al primo colpo e ho ringraziato mentalmente l’autrice perché i tempi erano stretti. E ho avuto la mia soddisfazione perché ho dovuto metterlo via prima del cambio di stagione perché continuava ad essere scelto anche se era un po’ pesante per la temperatura attuale.

Successo completo, insomma. Mi è solo rimasta una gran voglia di farne uno anche per me, con quel gufetto solitario un po’ sghembo, ma ora arriva l’estate quindi se ne parlerà a Settembre, e magari mi sarà passato il desiderio poco raccomandabile di andare in giro con animali di maglia sui vestiti, che ho passato l’età. O forse no. In fondo un blog come si deve dovrebbe creare un po’ di attesa degli eventi, oltre a quella per i post terribilmente saltuari, vero?

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