Archive for category non solo turismo

Tre piccoli lussi estivi a basso impatto

Ci sono delle piccole attività che ti migliorano la vita, costano poco o niente e aggiungono talmente tanto piacere alla tua giornata che non ci puoi credere che siano così economiche. Eccone tre che ho scoperto durante questa Estate e che avrei voluto cominciare a praticare per tempo, piccole, efficaci e goduriose.

Correre la mattina presto sui bastioni di Alghero. Per 3 volte alla settimana io e il Partenopeo, complice la presenza della nonna che ci permette di lasciare i bimbi addormentati, ci siamo svegliati presto e siamo andati fare jogging per una quarantina di minuti sui bastioni di Alghero. Usciamo alle 7, a quell’ora è ancora fresco e la luce è rosa, il mare è uno spettacolo e arrivare al porto turistico per tornare indietro una meta agognata per il panorama notevole che ti si presenta davanti. Abbiamo scaricato un programma per principianti su internet e un’app gratuita per Android per fare un po’ di intervalli tra corsa e passo svelto. Non siamo i soli e non siamo i più giovani ma neanche i più vecchi: incontriamo anche alcuni sessantenni che si tengono in forma allo stesso modo. E ci credo. Costo nullo, aria fresca marittima, endorfine in circolo, bel paesaggio, beneficio salutistico enorme, e la colazione è 10 volte più buona al ritorno.

Cappello a tesa larga. Ma perché ho aspettato tanto? Indossare in spiaggia un cappello a tesa larga protegge il viso e le spalle, ti permette di guardarti attorno senza strizzare gli occhi, “veste” anche in costume da bagno, copre i capelli arruffati dal mare e fa diva. A proposito di quest’ultimo punto, invecchiare è una fortuna,  non mi importa più di essere notata e finalmente posso indossare quello che voglio veramente. E il mio cappello ha avuto un successo notevole tra le mie amiche.

Massaggio al viso. Mi sono presa il tempo di imparare su youtube delle tecniche di massaggio da fare la mattina con la crema per il viso o quella solare. Il massaggio al viso pare sia una specie di botox naturale, che aiuta a riequilibrare le varie zone del viso e a lisciare le rughe. Io l’effetto botox non l’ho visto, ma alla fine avevo un’aria più sveglia e vivace, che di prima mattina è già un netto miglioramento. Ho imparato per tanto il Tanaka Massage, di cui potete trovare le istruzioni su youtube, in un video diviso in 3 parti. All’inizio ci sono le spiegazioni di Yukuko Tanaka, che vi consiglio di seguire, e al mn 1:45 della seconda parte trovate la spiegazione estesa di come si esegue l’automassaggio. Io l’ho eseguito alcune volte davanti al computer in modo da automatizzarne i gesti e ora che l’ho interiorizzato lo faccio in bagno, davanti allo specchio. E questo me lo porto dietro anche d’inverno, ora che ho imparato.

Advertisements

15 Comments

Vacanze, non vacanze

E’ cominciata il 10 luglio la nostra estate itinerante, lavorativa e vacanziera insieme. Proprio in questi giorni mi chiedevo se in un certo senso, grazie alle nuove tecnologie e alle nostre scelte lavorative, non sia anche questo una ricerca di una qualità della vita più vicina al nostro ideale e non solo un’esigenza organizzativa o una possibilità da sfruttare, specie con figli.

Siamo liberi professionisti, piccolo avvocato e piccola imprenditrice, e il nostro ufficio è facilmente trasportabile. Due portatili, chiavetta internet, una piccola stampante. E poi i soci e colleghi disposti a fare qualche favore in periodo estivo, da compensare con reciproci aiuti invernali e bottiglie di cannonau. Qualche piccola inevitabile trasferta ma non allontanandosi dall’Italia non è un gran peso.

Decisamente diverso dal modello della moglie con i figli in villeggiatura (e le mamme che lo fanno mi hanno confessato che non sempre è del tutto riposante, specie se i bimbi sono ancora piccoli) e il marito che fa avanti indietro nei week-end, in un certo senso lo richiama nelle intenzioni. L’idea è di permettere a bimbi e famiglia di spostarsi in posti climaticamente più piacevoli, di ritrovare parenti e amicizie, pur continuando a lavorare. Se vivessi in Sardegna, dove sono nata, probabilmente non ci sarebbe ragione di spostarsi ma vivendo a Bologna figli, parenti lontani e caldo afoso richiedono nuovi lidi. Sono ferie assai diluite ma rispondere alle telefonate di lavoro passeggiando sul bagnasciuga non è poi così sgradevole. L’alternativa sarebbe mandare i bimbi a campi estivi o prolungamento del nido a Luglio e scegliersi per Agosto un bel posto per passare 20 giorni solo noi quattro e vedere nonni e zii per un paio di weekend in trasferta.

Devo premettere che siamo fortunati. Siamo stati per un paio di settimane nella grande casa dei genitori del Partenopeo a Napoli, e le cene sul terrazzo con vista e il clima decisamente migliore di quello di Bologna portano già ad uno stacco mentale, senza contare che la presenza di nonni, zii e cuginetti è una festa per i bimbi. Lunedì siamo arrivati in Sardegna. A fine Agosto una capatina in Sicilia a trovare dei cari amici e poi si torna a casa. Ne convengo, ci poteva andare decisamente peggio: buon cibo, contatto umano, bei paesaggi, mare, il sud dell’Italia. In più ho dalla mia parte il vantaggio che il mio lavoro mi piace e quell’angolo del giorno dedicato a far macinare il cervello è comunque stimolante.

Ci vuole però un discreto sforzo organizzativo e anche fisico, perché non ci si può tuffare in pieno in un meritato riposo. In un clima di ricerca delle pari opportunità, a volte ci si deve alternare nel portare al mare i figli, lavorare quando riposano, spesso anche il sabato e la domenica o la sera tardi, studiare e compilare schemi in spiaggia, tenere il cellulare sempre acceso e non staccare praticamente mai. Ha i suoi svantaggi, in pratica si tratta di due mesi di vacanza ma, guardandola da un altro punto di vista, non si è mai in vacanza piena. Conosco altre famiglie, in cui i genitori lavorano in proprio, che si organizzano così: ci si alterna, si cerca di tenere in equilibrio famiglia lavoro e contatto umano, non sempre è facile, ma è il solo modo di portare i figli in un ambiente vacanziero per un periodo prolungato. Di sicuro ora è fattibile: con internet, skype, cellulari non c’è davvero bisogno di rimanere in città per una vasta gamma di mestieri; inoltre cambiare ambiente aiuta anche a mettersi in gioco in modo più rilassato e fresco e a rinnovare le idee. Chissà, su larga scala potrebbe essere un modo per rivedere anche il lavoro estivo nelle aziende, evitare la congestione delle autostrade nei fine settimana e le vacanze frenetiche perché troppo concentrate.

Io intanto sperimento questa formula, nonostante il  fascino di una vacanza di purissimo relax, anche se limitata nel tempo, continui a tentarmi.  Ma per ora si recupera con la passeggiata sul lungomare, la promessa d’amore al limone, il lungo bagno in mare prima di rimettersi a sviluppare, o la pizza di Starita e le urla sfrenate dei bimbi che giocano a rincorrersi.

 

Leave a comment

Bottino

Volete sapere cosa mi sono riportata da Montreal?

– il numero early fall di Vogue Knitting, bellissima rivista di maglia quasi introvabile in Italia.

– un pacchetto di semi di lino e uno di semi di sesamo neri, che trovi al supermercato per un’inezia, mentre qui devi andare a cercare nei negozi specializzati

– un set di cucchiaini graduati per riprodurre le ricette americane

– quattro librini in francese per i miei bimbi della serie Quand je suis, bellissimi e molto istruttivi, per i miei bimbi che vorrei un po’ più francofoni

– 3 libri di t’choupi, per la stessa ragione

– una lattina di sciroppo d’acero, per condirci dei pancakes domenicali

– una confezione di sale affumicato, ogni insalata diventa meravigliosa condita con quello, persino mio marito ne mangia a quintali

– un cappellino giallo e uno a scacchi di SourisMini delizioso negozio per bimbi, perché ci servivano per l’Estate

– una scatola di té Vladimir, una busta di Anastasia, una di tisana Detox e vari altri assaggi, dal negozio Kusmi che ha una sede anche lì

– due bustine di semi di piante spontanee canadesi comprate al giardino botanico

– un cd dei canadian tenors per mia mamma

– biscotti allo sciroppo d’acero da regalare

6 Comments

Del viaggiare tra la gente, del viaggiare con i bimbi, del viaggiare del cuore

Mica facile l’argomento. Perché viaggiare è bello, arricchisce, ti aiuta a staccare la spina, a ricaricarti, ad aprirti la mente. Ma non sarebbe certo sostenibile se tutti andassimo in giro per continenti per il piacere di vedere. E poi, se proprio ad ogni piccola pausa del lavoro devi allontanarti da casa tua per ricaricarti, forse qualcosa che non va in casa tua ci deve essere. E i bimbi piccoli, davvero si divertiranno, davvero servirà alla loro formazione o semplicemente saranno pacchi a seguito di adulti che “consumano” altre esperienze, sempre nuove e diverse dalle precedenti, perché ci hanno detto che cosí si vive e ci si diverte?

Non ho una risposta, non ho neanche un modello da seguire, certo che quando dopo la cena servita dalla hostess sul boing 747 che andava a Montreal ho ammirato il cumulo di rifiuti usa e getta sul mio vassoio e quello dei miei famigliari mi sono detta che con quel viaggio stavo compensando tutto quello che avevo potuto risparmiare di ecoimpronta negli ultimi mesi.

Ma penso ne sia valsa la pena. Forse se facessimo tutti telelavoro e videoconferenze invece di viaggiare in business class con la valigetta in mano, girare per riabbracciare le persone avrebbe più senso e spazio.

Andavamo a trovare la sorella di mio marito, che vive là con il suo, di marito, da qualche anno. Era quindi un viaggio del cuore, degli affetti, anche se fosse stato solo di piacere sarebbe stato importante, ma così è un momento prezioso.

Io ho quasi sempre viaggiato per affetto, perché mia mamma è francese, noi vivevamo in Sardegna, avevo parenti sparsi in varie parti della Francia e alcune conoscenze in Inghilterra. Mia madrina viveva in Austria, poi in Provenza, io ho studiato a Bologna e lí mi sono fatta amici che poi si sono sparsi in giro per Italia ed Europa, mi sono fidanzata e poi ho sposato un napoletano (di Napoli, come specificano loro).

Prendere navi, treni e aerei per andare a trovare chi mi era caro era normale. Passare le vacanze vicino a Parigi, dove abitava mia nonna, o a Honfleur, dove abitava mio nonno, in un vecchio, enorme mulino ristrutturato (adesso trasformato in hotel di charme), con un ruscelletto davanti, una città da cartolina a fianco, e il resto del tempo al mare in Sardegna non era fare vita da ricchi, era fare vita di famiglia. E io me ne sono accorta solo da grande, di quanto sono stata fortunata. Poi ho continuato a viaggiare, perché il fatto di nascere con origini così confuse mi ha lasciato il gusto di vedere gente diversa, gustare cibi diversi, ammirare architetture diverse. Ma la mia cultura del viaggio nasce così, e così sta ritornando ad essere, grazie ai miei figli.

Perché certo quando viaggi con due bimbi di 2 e 4 anni non ti puoi permettere di passare le giornate nei musei, di scarpinare tutto il giorno con una guida in mano, di macinare chilometri esperienze fotografie per accumulare, accumulare, in un’altra forma di consumo compulsivo. E quindi si va a Montreal per stare con gli amati zii, per conoscere i loro amici canadesi, serbi, argentini, francesi, italiani, per fare con loro la fila da Swartz a mangiare la carne affumicata e portarsi la poutine a casa per cena, e in ogni quartiere la meta ambita è uno dei bellissimi parchi attrezzati di giochi per bambini, in cui i tuoi figli giocano accanto a bimbi ebrei ortodossi con i riccioli ai lati del viso che non notano neanche. Si va al circo e al giardino botanico, un luogo paradisiaco, e lì si snobbano i padiglioni con le splendide mostra di calligrafia cinese e stampe giapponesi per passare ore a guardare carpe rosse e dorate come quelle di Sampei. E si torna che non hai visto un quarto delle cose che volevi vedere, ma va bene comunque.

Certo, non tutti hanno la cognata che vive a Montreal e ti ospita con calore. Ma a volte basta rimanere in contatto con i vecchi amici e aprire prima di tutto la propria, di casa, per viaggiare con il cuore, un lusso davvero esclusivo.

, , ,

2 Comments

Piccola pausa

Domani si parte. Rocambolescamente ma si parte. Destinazione Montreal. Farò tesoro dello stretto indispensabile canadese e cercherò di riassumerlo al ritorno. Immagino in ogni caso che di orsi loro ne sappiano più di me.

Leave a comment