Archive for December, 2012

Le buone pratiche di cucina che mia mamma non mi ha insegnato

Avrei voluto saperlo prima ma mia mamma non me lo ha mai detto. Avrei voluto sapere prima che è il caso di non lasciare la cucina per fare quella cosa breve breve mentre hai qualcosa sul fuoco. Avrei voluto sapere prima cosa voleva dire forno già caldo. E che ci sono cose più importanti degli ingredienti, nel seguire le ricette. Qui una breve lista di ciò che ho imparato sulla mia pelle.

  • Assaggiare i piatti durante la preparazione, anche i singoli ingredienti e mai portare in tavola un piatto senza aver controllato il sapore. M’è capitato di aver servito pietanze immangiabili dall’aspetto perfetto senza che avessi minimamente il sospetto che qualcosa fosse andato storto.
  • Ci sono degli gnomi nascosti nella cappa dei fornelli che appena mi allontano dalla cucina escono e aumentano la fiamma, prosciugano l’acqua, rigirano le verdure dallo stesso lato in cui li avevo appena cotti. Avere un libro in cucina da sfogliare e una radio da ascoltare per non essere troppo tentata da allontanarmi mi ha spesso salvato. Quando li ho ignorati la maggior parte delle volte mi sono pentita.
  • Forno già caldo non vuol dire forno acceso da 5 mn. Per i dolci lievitati questo è quasi più importante del fatto di non aprire il forno durante la cottura. Peccato che ci ho messo anni a capirlo e ci sia voluto un termometro da forno per rendermene conto.
  • Leggere la ricetta fino alla fine, per bene, con attenzione, prima di provare a farla. Potrebbe essere sfuggito un “lasciar marinare tutta la notte” proprio 10 minuti prima di mettere in tavola. E questi sono fatti reali.
  • Usare rigorosamente un cucchiaio per pentola e trovare un modo di distinguerli durante le preparazioni, pena la crema che diventa rosa perché mi sono distratta mentre stavo preparando anche la gelatina o il lavello che si riempie di cucchiai di legno perché ogni volta ne serve uno nuovo visto che non mi ricordo mai cosa ho usato per cosa.
  • Quando si prepara una cena con varie pietanze va fatto un piano strategico. A casa mia i fornelli sono 4, il forno 1. Decidere di fare l’arrosto, le patate, le verdure gratinate e la torta ad esempio non è una buona idea.
  • Come si imburra, o non imburra, o si infarina, o non si infarina la teglia conta.
  • Mai mai mai salare l’acqua di cottura dei ceci, a meno che non si vogliano fare proiettili per la cerbottana.

Queste sono alcune delle mie. Fra poco compio gli anni quindi, se volete condividere i vostri consigli nei commenti, mi fate un piccolo regalo anticipato. Buon anno, se non ci sentiamo prima!

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Un paio di proposte là fuori

Post di servizio. Per chi fosse dalle parti di Marina di Pietrasanta (LU) dalle 16 alle 18 e fosse interessato a chiacchierare di donne e digitale con il mio alterego ufficiale e altre geek, si faccia un giro su questo sito. Io parto domani e ovviamente il primogenito ha la febbre.

Invece chi fosse su Instagram, ho cominciato a tempo persissimo a immortalare (male) le mise quotidiane in cui c’è qualche pezzo “sentimentale” del mio guardaroba. Mi trovate come @lostrettoindispensabile. In realtà lo faccio un po’ per partecipare alla conversazione a modo mio visto che sulla ricchezza di borse non posso competere. Però, visto che il post vi è piaciuto, se volete taggare i vostri abiti fatti a mano o con una storia dietro con #guardarobasentimentale mi farà piacere venire a sbirciare. Non solo fashion victim, là fuori.

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Cookies

Sempre perché le cose troppo sane i miei figli me le snobbano, ci vuole la giusta via di mezzo, altrimenti vanno a mendicare al padre e alle nonne i biscotti confezionati. Questi biscotti sono facili, veloci perché non bisogna neanche ritagliarli e la farina integrale e lo zucchero muscovado sono un po’ più clementi per l’indice glicemico mattutino. Gli ingredienti sono tutti biologici e la ricetta originale credo di averla trovata tempo fa su un pacchetto di gocce di cioccolato ma gli ingredienti non erano integrali e ho modificato le dosi di burro e zucchero.

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Una nota sulle farine di grani antichi. Non entro nella discussione se il tipo di grano su cui si basa attualmente la nostra cucina faccia bene o faccia male, mi piace sperimentare con consistenze e sapori nuovi e credo abbastanza nel principio che la varietà sia il modo migliore di evitare di nutrirsi male. Oggettivamente ho trovato queste farine piuttosto difficili da impiegare negli impasti a lunga lievitazione, invece amo molto la friabilità e il sapore che danno a frolle e biscotti. Ho fatto questi biscotti con farine più o meno raffinate e devo dire che qui il semi integrale sta molto bene e batte la farina 00 per sapore e consistenza ma naturalmente si può optare per altri generi di cereali a seconda del gusto e della disponibilità.

Cookies con pezzi di cioccolato

Ingredienti:

120 gr di burro morbido morbido, 110 gr di zucchero muscovado, 1 uovo, 200 gr di farina semiintegrale di grani antichi, 1 cucchiaino di lievito, 80 gr di cioccolato in pezzi o di gocce di cioccolato.

Preparazione:

Montare il burro con lo zucchero fino a che non risulta ben amalgamato, aggiungere l’uovo continuando a frullare, la farina mescolata al lievito a pioggia. Preriscaldare il forno a 180 gradi. Infarinare le mani e formare delle palline mollicce di circa 3 cm di diametro, disporle distanziate sulla placca del forno ricoperta di carta forno o di un foglio di silicone e schiacciarle leggermente. Con queste dosi ne vengono fuori circa una teglia e mezzo. Cuocere per circa 15 mn. I biscotti devono essere tolti dal forno ancora morbidi, si rassoderanno raffreddandosi. Et voilà, in un batter d’occhio, l’unico inconveniente è che bisogna ricordarsi di togliere il burro dal frigo per tempo. Si conservano bene per vari giorni quindi conviene farne scorta.

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